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Nasce il nuovo governo. Sgomento o cambiamento?

Di Nicola Silenti

Insieme agli acciacchi dell’età e qualche altro contrattempo, essere un anziano pensionato presenta i suoi indiscutibili vantaggi. Il privilegio della memoria anzitutto, l’esperienza e la saggezza degli occhi e il tempo a disposizione per scrutare e indagare il presente. Un tempo dedicato perlopiù ai doveri di un cittadino che si pretende informato: leggere i quotidiani, seguire i notiziari radio – TV e partecipare attivamente alla comunicazione sui social media.

In questa navigazione ardua e perigliosa per TG e bollettini vari, nel dibattito tutto incentrato sulla nascita del nuovo governo gialloverde quel che impressiona con evidenza madornale è una chiara e spropositata asimmetria tra due opposte Italie. Da una parte l’Italia del popolo, la netta e folta maggioranza di cittadini favorevole perlomeno al 60 per cento alla nascita del governo Conte, e dall’altra la solita, saccente e altezzosa minoranza di contrari: i tronfi e spocchiosi perbenisti di sempre, i sinistrorsi profeti di sciagure e ossessionati dal dileggio straniero, storditi e intontiti come sempre dalla puzza sotto il naso e dalle sghembe manie di persecuzione che li atterrisce e terrorizza come e più di sempre oggi davanti al nuovo imminente pericolo. Il pericolo di un Paese che si è stancato di chinare il capo davanti a tecnocrati, vampiri vari e ministri su Commissione per interposta Germania e che rischia a furor di popolo di finire tra le grinfie di un esecutivo che si annuncia battagliero con l’Europa e, guarda caso, ostile ai diktat dei soliti noti e ai giudizi senza appello dei Soloni di casa nostra. Un esercito di commentatori, editorialisti e presentatori TV, che a dispetto di un popolo stanco e nauseato ci prospetta a tutte le ore un futuro prossimo venturo in mano a una maggioranza di razzisti, misogini e finanche criminali.

Così, davanti a una miriade di moniti e diffide di Bruxelles e all’ombra di uno spread che torna puntuale a salire, comincia a farsi largo nella mente di un pensionato che ragiona da uomo libero un dubbio atroce e un sospetto che diventa di ora in ora sempre più stringente: e se stessero cominciando davvero a cambiare le cose?

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