Procida / Corricella – 20 giugno 2018
Cari amici, siamo giunti all’ennesima graditissima edizione di un evento goliardico di cui esprimo tutta la mia gioia e gratitudine anche a nome di mia moglie Maria da Voi sempre accettata ed integrata con affetto. Un evento che ripete negli anni momenti di grandi emozioni; che unisce vecchi ricordi di vita in comune tra i banchi del Nautico di Procida al vissuto familiare e professionale di ognuno, in un crescendo di entusiasmi e di spensieratezza giovanile nonostante il crescere delle età, non certamente quelle della prima ora.
Chi ha dato il via a queste esperienze collegiali non c’è più (e con Lui è doveroso ricordare alla memoria gli altri nostri amici ci hanno lasciato!) e ricordarlo e ringraziarlo per la Sua felice intuizione non è mai abbastanza. Parlo di Vitantonio Polito che lascia nelle mani di Antonio, di Giorgio, di Giovanni, di Mino, di … , di tutti Noi il testimone ed il Suo fertile pensiero che va oltre l’incontro in sé, sicuramente “schietto e giovanile”, per elevarsi ai grandi ideali legati alla Cultura della convivenza per una società che faccia leva sui valori sostanziali dell’uomo e della sua intelligenza, per migliorare la vita propria e l’esistenza di tutti.
Oggi siamo a Procida, nella sua incantevole Corricella, e spetta a NOI presenti raccogliere il messaggio di cui sopra (impegnando in detta scelta anche chi per vari motivi non è con noi) e vivacizzare l’incontro e gli incontri successivi per una svolta, che trovi sostanza nella formazione in un progetto di valori perché quanto di bello ci ha unito e ci unisce diventi riferimento collettivo di vita da indicare al futuro.
Un progetto che valuti e valorizzi l’importanza dello stare insieme anche nella diversità delle opinioni, ritenendo la diversità un valore irrinunciabile; che si orienti verso la formazione umana come elemento primario ed essenziale per costruire il nuovo non legato alla fatiscenza delle parole ma agli ideali che esse esprimono; che sappia proporre cultura nella sua più ampia accezione di responsabilità; che valorizzi e garantisca l’esistenza della vita Bene Comune.
E’ ora di lasciare una traccia della nostra bella ed esaltante avventura (uno scritto, uno schizzo, una foto, dei versi …: ognuno nelle proprie capacità) da raccogliere in un opuscoletto che superi i propri confini per diventare canovaccio di trama teatrale nelle mani di un artista del campo (e in mezzo a noi appassionati e sensibilità in tal genere non ne mancano!); che raccolga e metta a frutto quanto di buono c’è nell’intimo di ognuno in tema di sentimenti e di ideali per un nuovo umanesimo che sia di testimonianza e proposta d’indirizzo di vita affettiva e socio-culturale totalmente innovativa.
Che ne dite? E’, a mio avviso, un dovere a cui non possiamo sottrarci se non vogliamo, con una ingrata spallata rendere nullo quanto finora abbiamo costruito insieme
Con stima e tanto affetto V/ Nicola Lamonica
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