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Procida. Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”: un altro balzello?

Dal sito web www.confesercentiprocida.it, raccogliamo, e di seguito riportiamo, una nota inviata dal Presidente della Confesercenti Procida, dott. Pierluigi Taliercio, al presidente dell’Area Marina Protetta “Regno di Nettuno”, dott. Albino Ambrosio. Il Presidente della Confesercenti, con una certa caparbietà, ancora una volta sollecita i responsabili dell’Area Marina ad attivarsi, di concerto con le forze imprenditoriali del territorio, affinché quello che dovrebbe e potrebbe essere strumento di salvaguardia delle bellezze marine delle isole di Ischia e Procida nonché volano di turismo di qualità, non passi alle cronache “solo” come “l’arma letale” nei confronti di diportisti e pescatori locali.

Oggetto: Area marina Protetta Regno di Nettuno. Proposta di costituzione di un tavolo permanente con le associazioni rappresentative delle imprese locali. Sollecito richiesta d’incontro.

Gent.mo Dott. Ambrosio, quale presidente dell’Ente di gestione dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, faccio seguito alle numerose comunicazioni – rimaste, nostro malgrado, inevase – fin ora trasmessevi e da ultima quella del 10 novembre 2008 per sollecitarVi la convocazione della scrivente associazione di categoria onde poter discutere delle iniziative di rilancio delle isole di Ischia e Procida in previsione della nuova stagione estiva.

Cogliamo l’occasione – e non è certo la prima volta – per lamentare la totale indifferenza dimostrata dagli organi esecutivi del consorzio pubblico – onerato della gestione della neo istituita riserva marina – alle richieste delle associazioni di categoria di poter contribuire alla predisposizione di progetti di rilancio dell’area marina.

Con la presente Vi richiediamo, ancora una volta, un formale incontro onde essere notiziati dell’attività fin ora svolta oltre che per avviare una fase di concertazione circa il redigendo regolamento di attuazione e per avviare la costituzione di un tavolo tecnico (la cui proposta sembrava essere condivisa da chi legge) per la predisposizione di progetti di sviluppo condivisi con gli operatori locali.

Vi anticipiamo che il perdurare del Vs. atteggiamento – silente ed omissivo – ci vedrà costretti a rivolgere le nostre rimostranza agli Enti locali e centrali competenti onde garantire agli operatori locali il diritto – costituzionalmente garantito – di partecipare alla corretta gestione della cosa pubblica.”

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