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Procida. Atto di responsabilità della politica per gli immobili da abbattere

Gli abbattimenti di case programmati ad Ischia e Procida impongono con urgenza alla politica locale un’assunzione di responsabilità. Bisogna uscire allo scoperto e cercare di amministrare gli eventi piuttosto che aspettarne lo svolgimento. I limiti di edificabilità in vigore a Procida sono stati decisi per tutelarne l’ambiente; ma prendiamo il caso dei primi abbattimenti programmati: pensiamo che questi siano gli elementi che più hanno deturpato l’isola? Assolutamente no, sono piccole costruzioni, prime case abitate da famiglie, costruite nelle parti interne, in zone dove una pianificazione meno vincolistica avrebbe potuto prevedere tranquillamente delle regolari concessioni. Ebbene, quindi, si inizia a distruggere seguendo le priorità indicate dai procedimenti giudiziari, che da un punto di vista politico sono assolutamente prive di giustizia. Come spiegare ad un ragazzino che la casa dove vive da anni deve essere distrutta mentre la villetta abusiva “n” di un facoltoso possidente deve continuare a produrre rendita? E non sorge il dubbio che la giustizia è svelta con alcuni e lenta con altri che sfoderano avvocati più introdotti ed influenti?
La politica ha il primato, deve intervenire per scongiurare che l’ipocrisia produca effetti irreparabili.
Dicevamo che la nostra isola è sottoposta a vincolo paesaggistico, un limite che dovrebbe tutelare le sue caratteristiche ambientali ed architettoniche. Questo almeno vale per i privati cittadini, ma non sembra valere per i lavori pubblici. I vincoli impongono l’abbattimento della casa abusiva di 70 metri quadrati sperduta in un giardino, ma consentono la costruzione di evidentissime brutture: il moderno porto turistico ed il nuovo pontile degli aliscafi in cemento armato in piena Marina Grande, i nuovi megalitici spalti del campo sportivo costruiti dopo aver raso al suolo tutto il verde esistente, i cassonetti interrati sparpagliati per tutta l’isola che fanno bella mostra della loro inutilità.
Come spiegare questo strabismo alla ragazzina che vede abbattere il frutto dei sacrifici dei propri genitori?
E l’assessore Cundari dichiara che “bisogna far capire agli abusivi che non hanno scampo”. Chiaramente, è del partito verde, e vede coronata una vita di battaglie: però si rende conto che dietro i numeri che le arrivano sulla scrivania a Napoli esistono storie e persone in carne ed ossa che costruiscono illegalmente perché la legge non gli dà un’alternativa? Perché l’assessore non assume un reale atto di coraggio contro la falsa applicazione delle leggi sul condono e ritira le subdeleghe ambientali a quei comuni isolani che stanno seguendo il “rito semplificato”?
Per venire ad una proposta, ritengo che in prossimità degli eventuali abbattimenti a Procida bisogna convocare un Consiglio Comunale permanente sull’argomento e chiamare tutti i cittadini alla mobilitazione. Nel Consiglio dovremo discutere di come scongiurare le demolizioni ma anche di come riqualificare realmente il nostro territorio. Potremo invitare esperti di tutta Italia ed accendere un dibattito di portata nazionale grazie al quale si possa fare una profonda riflessione sugli effetti di una politica ambientale troppo restrittiva. E’ ora che la politica si assuma la sua responsabilità e approfitti di questo momento per dare regole più giuste ed al passo con i tempi.
Dino Ambrosino
Consigliere Comunale

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