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Procida Blogolandia. La nuova Guida al consumo critico

dal blog  marcoboschini.it

Quando lanciammo l’idea del consumo critico, a metà degli anni novanta, l’attenzione era concentrata sulle imprese.

L’intento era di modificare i loro comportamenti sui temi che all’epoca erano ritenuti più urgenti: squilibri Nord-Sud, diritti dei lavoratori, corsa agli armamenti. Oggi il ventaglio delle emergenze si è allargato ad altri temi e comprende la crisi delle risorse, l’eccesso dei rifiuti, l’esproprio dei beni comuni. Per questo l’atteggiamento critico deve essere esteso fino a mettere in discussione l’intero stile di vita. Bisogna passare dal consumo critico al consumo responsabile dove la sobrietà fa da sfondo a ogni scelta.

Non disinnescheremo mai la bomba sociale e la bomba ambientale su cui il pianeta sta seduto finché noi, gli opulenti, non accetteremo di consumare meno auto, meno luce, meno gas, meno acqua, meno cibo, meno vestiario, meno carta. Consumare meno è indispensabile per lasciare ai nostri figli un pianeta vivibile e per consentire agli esclusi di risalire rapidamente la china.

Non dimentichiamo che tre miliardi di persone non hanno ancora conosciuto il gusto della dignità umana. Essi hanno il diritto di mangiare di più, vestirsi di più, calzarsi di più, curarsi di più, studiare di più, viaggiare di più. Ma potranno farlo solo se i benestanti accettano di consumare meno. Volendo usare un’immagine pittoresca potremmo dire che il mondo è come abitato da pochi grassoni che convivono con un esercito di scheletrici. Gli scheletrici hanno bisogno di mangiare di più, ma possono farlo solo se i grassoni accettano di sottoporsi a cura dimagrante perché comincia ad esserci competizione per le risorse scarse.

C’è competizione per il petrolio per il quale siamo tornati a fare le guerre. C’è competizione per l’acqua, per i pesci, per le foreste, per i minerali e naturalmente c’è competizione per la produzione di rifiuti. I cambiamenti climatici in atto ci ricordano che se vogliamo salvare questo pianeta dobbiamo ridurre le emissioni di anidride carbonica del 60%.

La morale della favola è che non si può più parlare di giustizia senza tenere conto della sostenibilità e l’unico modo per coniugare equità e sostenibilità è che i ricchi si convertano alla sobrietà. Ossia a uno stile di vita, personale e collettivo, più parsimonioso, più pulito, più lento, più inserito nei cicli naturali.

Ciò spiega perché questa edizione si apre con una nuova parte che dà consigli, a tutto tondo, su ciò che bisogna fare per consumare in maniera responsabile. Ad essa segue una seconda parte che si sofferma sui settori di cui si occupa questa guida: i prodotti alimentari e i prodotti per l’igiene personale e della casa. Ogni settore è analizzato da un punto di vista dell’utilità, dell’impatto ambientale, dell’impatto sociale e si conclude con alcuni consigli pratici, infine la terza parte fornisce informazioni sulle imprese.

La responsabilità politica e giuridica di questa Guida è totalmente del Centro Nuovo Modello di Sviluppo. Tuttavia si può definire a buon diritto un’opera collettiva perché sono molte le persone e le organizzazioni che hanno collaborato. Esprimiamo a tutti loro il nostro più vivo ringraziamento e in particolare a Maurizio Marulli che ha svolto l’attività di ricerca. Grazie anche alla Fondazione Culturale Responsabilità Etica per avere messo a disposizione il contributo della Borsa di Studio “Pia Paradossi”.

Infine grazie a tutti voi che consulterete questa guida e che ci vorrete inoltrare le vostre critiche e i vostri suggerimenti. Vi preghiamo di segnalarci tutte le lacune e gli errori che troverete in modo da produrre altre edizioni migliori di questa.

Francesco Gesualdi
coordinatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo

Per acquistare il libro: www.emi.it

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