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Procida. “Calendario da interpretare per il sindaco”. La risposta del Consigliere con delega al commercio, Domenico Aiello

Pubblichiamo l’intervento del  Consigliere Comunale con delega al commercio, Domenico Aiello, in risposta a quanto apparso sul sito procidamia e inserito a margine.

Al riguardo mi corre l’obbligo di contribuire al chiarimento, essendo il sottoscritto il proponente dell’Ordinanza stessa.

Riscontro da parte di alcuni la tendenza a giocare con le parole, senza approfondire le problematiche e con la superficialità e il qualunquismo che li contraddistinguono; personaggi in cerca di un banale consenso e di un’effimera visibilità che si ergono a interpreti, a paladini, a giustizieri, a seconda del momento o del bisogno.

Ciò premesso, nello specifico, mi preme chiarire che l’Ordinanza Sindacale in questione, la n. 151 del 28 ottobre 2008, anche se pubblica, è un provvedimento prettamente tecnico, destinato essenzialmente ai commercianti, ai quali vengono impartite, nell’interesse del consumatore e nel rispetto delle norme vigenti, le linee generali di comportamento secondo uno specifico indirizzo. Le festività riportate come “di dubbia interpretazione” lo sono solo ed unicamente dal punto di vista commerciale, in quanto per il settore esse possono rappresentare momenti importanti e occasioni da non perdere, tenuto anche conto della grave crisi che ha colpito i consumi. Il 1 novembre (Ognissanti, sabato) può essere anche un weekend di shopping, l’8 dicembre (Immacolata Concezione) può segnare l’inizio degli acquisti natalizi, il 25 aprile (Anniversario della Liberazione dal nazifascismo) può dare il via alla stagione estiva.

È proprio la loro valenza commerciale che rende queste festività “di dubbia interpretazione”, in quanto è possibile che i singoli esercenti ne abbiano una diversa percezione e stabiliscano a titolo individuale se stare chiusi o aperti, in linea con la politica di liberalizzazione del commercio avviata a livello nazionale. Questo, però, induce spesso confusione nel consumatore che, in buona sostanza, finisce per non sapere quali negozi sono aperti e quali sono chiusi, con particolare riferimento al settore alimentare.

Nel tentativo di ovviare a questo inconveniente, si è quindi convenuto che, per le “festività di dubbia interpretazione”, i singoli esercenti vengano invitati a manifestare le proprie intenzioni, in anticipo e con chiarezza, con apposito cartello, affinché i consumatori possano organizzarsi per tempo.

Aggiungo che il contenuto dell’Ordinanza in parola costituisce un’ulteriore tappa di un percorso che, iniziato tre anni fa, ha portato a vedere sull’isola le saracinesche alzate durante le festività, sia nazionali sia locali, e ha scalfito la “serrata” degli Alimentari al pomeriggio dei giovedì estivi.

Non si ha la presunzione di modificare né interpretare il calendario delle festività nazionali ma nemmeno si intende consentire a chicchessia di sbandierare la presunta ignoranza delle festività riconosciute da parte dei firmatari della predetta Ordinanza.

Si ha solo l’umiltà di lavorare, di concerto con le associazioni di categoria ben rappresentate sul territorio, quali Ascom e Confesercenti, affinché anche il commercio isolano si adegui ai tempi e si renda pronto all’auspicato sviluppo turistico dell’isola.

 Domenico Aiello

Consigliere Comunale con delega al commercio

CALENDARIO DA INTERPRETARE PER IL SINDACO

Nell’ordinanza 151 del 28 ottobre destinata ai commercianti, il Sindaco ha distinto le festività “riconosciute” da quelle di dubbia interpretazione. Tra queste ultime ha inserito oltre che il giorno di Carnevale, anche il 1° novembre (Ognissanti), 8 dicembre (Immacolata Concezione di Maria) ed il 25 aprile (Festa nazionale, anniversario della liberazione dai nazisti).
Passi per il giorno di Carnevale, ma cosa ci sia da interpretare per le altre ricorrenze proprio non lo si intuisce.

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