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Procida: Gli alunni dell’I.C. “Capraro” protagonisti di “Music Hour”

198521_160816537304829_1071903_nIn questi giorni le classi 1A, 1B e 1C dell’ Istituto Comprensivo “Capraro” si sono cimentate nella realizzazione del “Music Hour 2014” ideato dalla prof. Francesca Intartaglia. Il progetto che ha inizio nel mese di ottobre prevede lo studio di sette tesi di Storia della Musica che partendo dall’analisi degli ascolti dei primi reperti musicali, raggiunge il Barocco attraversando età medioevali e rinascimentali. Un excursus musicale che prevede ascolti, analisi, approfondimenti e copie di partiture dell’epoca. Dal mese di gennaio questi lavori si trasformano in concetti chiave schematizzati in ppt, realizzati nell’aula multimediale della scuola e completati a casa con lavori di gruppo. A questa parte teorica di trenta minuti viene collegato un percorso musicale al flauto dolce di quindici minuti che quest’anno si è concluso con il brano “Che farò senza Euridice” tratto dalla celebre opera del musicista Christoph Willibald Gluck.  Al suono della campanella i genitori entrano nella scuola e vengono accompagnati nella classe in cui sono invitati a sedersi nei banchi al posto dei loro figli. Da quella posizione assistono alla presentazione del progetto. Gli alunni sono disposti in fondo all’aula, a turno attraversano il passaggio centrale e si dispongono ai lati della lavagna interattiva illustrando i lavori. Al termine, dal fondo, gli alunni si posizionano di fronte ai genitori e con un click su “esegui tutti” si da il via al concerto. Gli ultimi dieci minuti dell’ora vengono dedicati alla mostra fotografica sul mito dell’antica Grecia “Orfeo ed Euridice”. Nella stesura del progetto questa struggente storia d’amore è stata raccontata agli alunni dal filosofo   e attore Luciano De Crescenzo attraverso un collegamento su youtube. A questo è seguito un questionario di sintesi ed una ricerca di immagini. Fulcro della mostra è stato lo studio del bassorilievo ispirato ai due innamorati conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Inoltre alle tre classi sono stati affidati tre busti in polistirolo che avrebbero dovuto rappresentare “Orfeo”. Gli alunni della Sez. A hanno realizzato un “Orfeo pop-art” in tema con il Comenius, con un’ Euridice abbigliata da Marilyn Monroe e i due personaggi maschili in abiti anni 70. Gli alunni della Sez.B  hanno scelto un ” Orfeo classico”: Euridice in abito da sposa, Orfeo ispirato ad Alphonse De Lamartine ed  Ermes nelle vesti di un giovane pescatore. La Sez. C ha realizzato un “Orfeo dei nostri giorni”, un ragazzo simpatico e con la cresta, un’ Euridice allegra e dinamica che non si scoraggia per l’amore perso ma è pronta a scendere negli inferi con Ermes con il quale improvvisa un Can Can ispirandosi alla celebre opera del musicista JacquesOffenbach.

Questo lavoro nasce dall’intuizione e  dall’applicazione di tecniche di apprendimento musicale elaborate da filosofi, psicologi, saggisti, divulgatori scientifici, musicisti quali: Stumpf,  Kivj, Davies, Resvez, Johnson e Hasber che nei loro trattati sulla Didattica Musicale hanno studiato il valore della comprensione e dell’apprendimento nella  “diversità tra le intelligenze”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          “In un’ora di lezione – ci dice la prof. Intartaglia – “Music Hour” abbraccia l’alunno normodotato, il diversamente abile, l’alunno con bisogni educativi speciali, quello con disturbi specifici e quello con bisogni aspecifici dell’apprendimento. Osservati da sguardi curiosi e luminosi di genitori che ritornano un po’ scolari, ogni alunno,  in maniera diversa è protagonista del tempo che ha a disposizione, è sereno nella competizione e fiero della sua  produzione orale e strumentale perché sa di essere tassello fondamentale di un lavoro che premia la “bellezza e l’armonia” della diversità.”

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