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Procida. La Tia non è una tassa. E i rimborsi IVA sfumano

Ai sensi dell’articolo 14, comma 33, della bozza di provvedimento sulla nuova manovra economica del Governo la TIA non è un tributo.

Il comma in oggetto reca una norma interpretativa dell’articolo 238 del Codice dell’Ambiente, ponendo fine alla querelle iniziata con la sentenza della Corte Costituzionale n. 238/2009, nella quale era stata affermata la natura tributaria della Tariffa di igiene ambientale con la conseguente illegittimità dell’applicazione dell’IVA sulla TIA e la possibilità per i contribuenti di richiedere i rimborsi delle somme pagate a tale titolo. Una interpretazione, dunque, in linea con quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate nelle risoluzioni n. 25/2003 e 250/2008 sulla natura civilistica della TIA. Tale natura è giustificata dal fatto che la tariffa si configura come il corrispettivo pagato dall’utente per il servizio di raccolta di rifiuti urbani, nell’ambito di un rapporto contrattuale.

Di conseguenza, come afferma lo stesso comma 33, le controversie relative alla tariffa di igiene ambientale rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, se sorte successivamente alla data di entrata in vigore del nuovo decreto legge.

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