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Procida: rissa e urla tra sindaco ed assessore. Ormai sull’isola di Arturo la tensione è alle stelle

PROCIDA – Mancano poco più di 365 giorni alle elezioni comunali sull’isola di Procida e la tensione sembra crescere sempre di più tra i venti consiglieri comunali più il sindaco. Già negli ultimi mesi del 2008 e l’inizio del 2009, infatti, tre componenti della maggioranza, Gennaro Cibelli, Giorgio Formisano (dimessosi anche da Presidente del Consiglio Comunale) e Tommaso Strudel (quest’ultimo dimessosi anche da assessore con delega all’ecologia) hanno lasciato il listone di “Procida in Progresso” del sindaco Gerardo Lubrano per passare tra i banchi della minoranza dove hanno trovato una vera e propria “moria delle vacche” con tutti i componenti alle prese con una vera e propria crisi di identità. Inevitabile lo sfascio di “Unione per Procida” da cui sono nati, almeno sino ad oggi, tanti piccoli gruppuscoli: “I Socialisti per Procida”, con Maria Capodanno e Tecla Lubrano, il “Partito Democratico” con Dino Ambrosino, Antonio Intartaglia e Michele Romano, e “Alternativa Liberale” con Fabrizio Borgogna, Vincenzo Capezzuto jr , Giorgio Formisano, Tommaso Strudel e Gennaro Cibelli.

In questo gran guazzabuglio, vanno segnalate, sulla sponda maggioranza le dichiarazioni di Vincenzo Capezzuto (l’assessore) che dalle pagine della stampa locale ha dichiarato “che bisogna prendere atto che l’esperienza politica di “Procida in Progresso” è terminata e quindi aprire una nuova fase”, così come qualche assessora non ha mancato di sbattere il pugno sul tavolo e l’assessore Salvatore Costagliola ha preannunciato la sua volontà a non aderire al progetto locale del Popolo delle Libertà, e quindi al sindaco Lubrano, rimanendo legato ai valori della destra sociale storica che per tanti anni ha rappresentato sull’isola.

Proprio l’assessore Costagliola, a cui molti riconoscono doti di lavoratore così come un carattere sanguigno che il tempo non è ancora riuscito a far assopire, sembra essere tra i più irrequieti e ci è giunta notizia dell’ennesimo scontro a muso duro con il Sindaco Lubrano con urla e grida che hanno di gran lunga oltrepassato i confini del cancello della Casa Comunale (e della decenza) giungendo chiari e forti alle orecchie di molti ignari passanti.

Ma, in tutto questo, cosa fà il padre padrone della politica procidana degli ultimi quindi anni, alias Luigi Muro? Per qualcuno è, oramai, un cavallo mazzolato dalle decine di aspre ed estenuanti battaglie; per altri è ancora il leone indomito, politicamente parlando, che sta facendo scassare i suoi “ex amici del muretto” ed al momento opportune riprenderà le redini in mano; per altri anche lui paga un andazzo catastrofico fatto da problemi sempre più pesanti, vedi abbattimenti, vedi SEPA, vedi questione bilancio comunale, e con l’intelligenza che lo contraddingue, si è fatto leggermente da parte della serie: è che sò Pasquale io! Aspettampo situazioni migliori (forse il seggio al Consiglio della Regione Campania).

E’ maturo il tempo perchè a Procida giunga il commissario?

Da “Corriere dell’isola” del 7 aprile 2009

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