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Procida: traffico sì, traffico no

di Diego di Dio – In occasione dell’estate, e del consueto problema del traffico isolano, ci terrei a dire la mia sull’argomento.Premetto che è una nota quasi stonata rispetto al coro uniforme che si solleva, quasi sempre, dall’isola.Procida è l’isola delle contraddizioni.Da un lato è vero che, se si esce alle 19.00 in una sera di luglio, c’è un inferno di macchine, motorini e autovetture di qualsivoglia natura e cilindrata, che farebbe invidia finanche a Tokyo; dall’altro, è pur vero che questa situazione esasperata ha cagionato reazioni altrettanto esasperate: “via le macchine, via i motorini, tutti a piedi!”Un momento.Non occorre essere così ottusi da non vedere al di là del proprio naso.A Procida non ci sono solo giovani, sani e in piena forma, in grado di andare e venire usando il mezzo di trasporto più antico del mondo (le gambe), ma ci sono anche persone a) anziane b) invalide c) anziane e invalide che hanno bisogno di un mezzo di trasporto per: andare a lavorare, andare a fare la spesa, fare commissioni, uscire.Quindi urlare a pieni polmoni come invasati: “tutti a piedi e in bicicletta” per me ha lo stesso valore di una parola detta tanto per dire, una frase gridata al vento solo per dimostrare di esistere.Il tutto o il niente non sono mai una soluzione.E’ vero. Procida è un’isola turistica e deve tutelare il turismo, quale fonte di reddito e guadagno collettivo. Ma i “turisti” vengono una volta all’anno, ossia l’estate (se vengono) e, sinceramente, per dirla tutta, vedere quella famosa petizione firmata da personaggi illustri della cultura/cinema/spettacolo su Procida, mi fa solo ridere.E’ come se domattina ci mettessimo d’accordo e firmassimo una petizione per modificare l’assetto urbanistico di Venezia, o per veicolare il traffico di Firenze.Con quale diritto?A parte il fatto che parte delle persone che firmarono quel famoso articolo di Repubblica, a Procida non ci sono mai state, ma si sono limitate a leggere il libro di Elsa Morante, idealizzando un posto che non esiste più e, forse, non è mai esistito, se non nella fantasia dell’autrice.A parte questo, Procida e i procidano hanno il sacrosanto diritto di “autodeterminarsi”.E’ il diritto universale alla base degli ordinamenti democratici: quindi che non venga il personaggio di Roma o Napoli a dirci come dobbiamo vivere: il diritto di stabilirlo è nostro.Perché Procida non è un museo, non è una teca cristallizzata per chi ci viene una settimana o poco più: è un posto dove la gente vive, lavora, va a fare la spesa, esce la sera.E l’ultima parola sul come vivere, sul come muoversi, ce l’hanno gli isolani, non i turisti.Questa è l’anima della democrazia.Detto questo, io vivo a Terra Murata.Per me il problema fisico (le gambe) non sussite. Ma esiste quello morale.I trasporti pubblici.Abbiamo un pullman (il C2) che passa una volta ogni 40 minuti, ultimamente è stato in sciopero, è sempre sovraffollato, e negli ultimi periodi (dico per sentito dire) si è rotto più volte. Inoltre si ferma a Piazza D’Armi e non a Terra Murata: questo nessun invasato lo fa notare?E le persone, di una certà età o anche solo impedite, che hanno necessità di andare a fare la spesa o andare a lavorare?E’ questo un servizio pubblico degno di sostituire i mezzi di trasporto privati?Se è così, io scendo con la macchina e col motorino.E’ un mio diritto.Se non ho, se non abbiamo, una valida alternativa, sono e siamo legittimati a usare mezzi di trasporto privati. E quelli che urlano “Via le macchine e i motorini” siano meno invasati.Il traffico va “razionalizzato”, non “eliminato”.Il tutto e il niente, ripeto, non sono mai un’alternativa.Regolare il traffico è un’esigenza improcrastinabile.Ma stabilire divieti senza alcuna ragione, e prolungarli fino al mattino, senza dare un’alternativa pubblica, è un’abuso, una violazione, una vergogna.Ci sono persone (non io) che hanno bisogno di mezzi di trasporto. Motivo per il quale, fino al giorno in cui non ci sarà un servizio di trasporto pubblico decente, frequente, a basso costo, sempre funzionante, climatizzato (in questo periodo dell’anno, le persone più fragili potrebbero facilmente avere un collasso), fino a quel giorno, le persone “bisognose” hanno il diritto di usare automobili e ciclomotori.Stop.Quando l’amministrazione fornirà una valida alternativa, ripeto, una VALIDA ALTERNATIVA a questa mancanza, allorà saremo noi delle zone meno accessibili (Terra Murata, punta Pizzaco, ecc ecc.) a urlare: via i motorini, via le macchine.Ma fino a quel giorno, le macchine ce le teniamo.NOTA SU facebook di Diego di Dio

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