Procida. Rischio emergenza sanitaria nelle isole del Golfo di Napoli senza idroambulanza

(da   Caprinews) – Si rischia l’emergenza sanità sulle isole di Capri, Ischia e Procida. Fuori uso sono due idroambulanze su tre. Ad Ischia e a Procida le motovedette della guardia costiera adibite a specifici compiti di assistenza e trasferimento degli ammalati sono ferme da un mese e mezzo per guasti tecnici, resta in funzione con non poche difficoltà soltanto l’unità di stanza a Capri costretta a coprire il servizio per tutte e tre le isole e pronta ad essere inviata, in caso di necessità ed emergenze, anche in altre località della Campania. Una situazione di precarietà che sta provocando lamentele e proteste. Il timore è di vedersi definitivamente privati di un servizio importante che, da quasi 15 anni, rappresenta una certezza per persone in difficoltà. Motivi economici alla base dello stop delle idroambulanze Cp 454 e Cp 456 di Procida ed Ischia che necessiterebbero di urgenti interventi di manutenzione e che sono ferme in attesa di riparazione in cantiere. La capitaneria, che ha in gestione le motovedette acquistate dalla Regione e donate alle Asl, non se la sente di continuare la navigazione con natanti vecchi, super-sfruttati e che possono provocare serio pericolo per gli occupanti. Servono interventi di riparazione, occorrono alcune centinaia di migliaia di euro, ma i soldi tanto per cambiare risultano indisponibili. Tra rimpalli di responsabilità e scaricabarile nessuno interviene. Nonostante pressing, solleciti e la richiesta di intervento del Prefetto di Napoli, la situazione sembra non essersi sbloccata. Dopo Ischia e Procida, rischia di saltare presto anche l’ambulanza del mare Cp 455 di Capri, per problemi già manifestatisi ai motori: in quel caso i disagi sarebbero davvero insuperabili. Dall’Asl Napoli 1 competente per Capri e dall’Asl Napoli 2 competente per Ischia e Procida il problema, per ora, non è stato ancora affrontato: il ragionamento che fanno dalle direzioni sanitarie è che non esisterebbe alcuna situazione di pericolo in quanto, in caso di trasferimenti non urgenti dalle isole verso Napoli, c’è sempre la possibilità di imbarcare gli ammalati sui traghetti di linea, mentre per le emergenze si chiede l’intervento degli elicotteri del 118. Un paradosso! Da un lato si punta al risparmio e non si riescono a reperire i fondi per la manutenzione delle idroambulanze, dall’altro si ricorre sempre più all’eliambulanza i cui costi sono sicuramente superiori alle traversate in mare. Senza considerare i pericoli derivanti da casi di forza maggiore e le condizioni meteorologiche avverse che possono impedire l’atterraggio di un elicottero quando è certamente meno impegnativo e meno rischioso trasferire un ammalato con una motovedetta-ambulanza dotata di stabilizzatori e in grado di affrontare ogni tipo di mare. Di tutte e tre le isole la situazione più delicata è sicuramente a Capri che non dispone di un grande ospedale: questo comporta che con cadenza quasi quotidiana bisogna intervenire per condurre in centri più attrezzati della terraferma feriti, traumatizzati, partorienti o infartuati e poi, una volta completato il trasferimento, occorre anche organizzarsi per riportare velocemente alla base personale medico e paramedico impegnato per il soccorso. Una situazione difficile che potrebbe provocare caos e disagi nel caso in cui dovesse fermarsi l’unica idroambulanza ancora disponibile. E’ quanto mai necessario intervenire e non abbassare la guardia!

fonte Caprinews

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