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Scotto di Perta: l’alternativa politica è possibile

PROCIDA – Con l’arrivo delle belle giornate e l’innalzarsi delle temperature anche la politica procidana, in modo particolare dopo la recente tornata elettorale, offre un numero considerevole di spunti di riflessione. Commercio itinerante, Vivara, bilancio comunale, gli argomenti più gettonati tra maggioranza e minoranza con il capogruppo di “Insieme in Movimento”, geom. Bartolomeo Scotto di Perta (gruppo consiliare nato dalle costole de “La Procida che Vorrei) che porta il suo contributo al pubblico confronto. «Ormai e trascorsa poco più di una settimana dalle elezioni Europee – dice Scotto di Perta – e volendo fare una piccola riflessione, al di là dei proclami pervenuti dai diversi schieramenti in campo, emerge di  sicuro un dato numerico  circa l’affluenza al voto, e del risvolto che questa può avere sulle prossime elezioni amministrative previste per il 2020. Volendo dare un po’ i numeri, possiamo chiaramente intuire che alla competizione europea hanno partecipato circa 3900 elettori mentre nella scorsa tornata amministrativa il numero di persone che si sono recate al seggio per esprimere il proprio voto è stato di 6600. Pare alquanto evidente che la differenza di 2700 voti sancisca in maniera chiara ed inequivocabile che, al di là dei pur riconosciuti consensi ottenuti dai partiti, esiste una terra di mezzo pronta a sposare (a mio modesto parere) un progetto politico alternativo condiviso e realmente partecipato che possa concentrare le energie positive del territorio al fine di pianificare e programmare il futuro di Procida.

Per quanto mi riguarda partecipare alla vita  politica ed amministrativa significa partecipare ad una corsa staffetta dove gli attori portano per un tratto il testimone per poi cederlo, sempre ed esclusivamente nell’interesse di Procida. Penso al parcheggio di via Libertà, di recente inaugurato, esempio lampante di continuità amministrativa. Pensato nel lontano 1990 dall’amministrazione Scotto di Santolo, finanziato quando al governo dell’isola sedeva il sindaco Capezzuto ed infine realizzato dall’amministrazione Ambrosino. La cosa fondamentale non è tanto chi governa, ma come si governa un territorio.

A tal proposito parlando di politica e governo del territorio approfitto per fare alcune considerazioni su un argomento che è tornato prepotentemente di attualità nelle ultime settimane, precisamente il commercio itinerante. Sull’argomento ci sarebbero da dire e da fare molti ragionamenti. Fino a qualche settimana fa se parlavi di commercio itinerante sull’ isola di Procida, il pensiero andava sicuramente ai furgoncini che vendono frutta e verdura, oggi invece dobbiamo confrontarci con una nuova realtà, quella dei food truck. Non voglio entrare nel merito circa la tipologia dell’ attività, anche se devo essere sincero qualche riserva ce l’ho. Va ricordato innanzitutto che il consiglio comunale in data 24 aprile 2018 approvava all’unanimità il regolamento comunale del commercio su aree pubbliche in forma itinerante, che all’art.1 comma 5 contempla la somministrazione di alimenti e bevande. Al successivo Art. 2 comma 2 si dava specifico mandato al responsabile della mobilità di individuare i posteggi da adibire al commercio in forma itinerante. Fin qua tutto normale non fosse altro che nell’aprile 2019, nonostante il regolamento fissava ad  un’ora il tempo per la sosta e vietava la vendita in forma itinerante nei giorni festivi, qualche imprenditore che trasforma i rischi in opportunità decideva di iniziare questo tipo di attività, anche in mancanza di specifico provvedimento che stabiliva le aree o gli stalli per la vendita. Solo successivamente con specifica ordinanza n° 45 del 28 maggio 2019 il comandante della polizia municipale individuava le aree adibite al commercio itinerante, prevedendo inoltre la sosta giornaliera di attività  su veicoli per la vendita di prodotti dell’isola e per la somministrazione di alimenti e bevande,  palesemente in contrasto con la deliberazione consiliare. In questo caso – conclude Bartolomeo Scotto di Perta – ci sarebbe da chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina, fa sorridere inoltre leggere pungenti e velenose dichiarazioni di qualche consigliere che rimane senza parole se andiamo via anticipatamente  dal consiglio comunale e non batte ciglio difronte ad una arroganza amministrativa che personalmente non mi appartiene, né prima né adesso. Sempre aperto al dialogo e al confronto».

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