di Giuseppe Ambrosino di Bruttopilo (Pauliello)
Ogni anno nella preparazione del presepio, oltre ai pastori, ai re magi e alla stella cometa era naturale, quasi indispensabile porre accanto alla mangiatoia dove era adagiato Gesù Bambino, un bue e un asinello. Si diceva che il bue e l’asinello rappresentassero l’umiltà e la potenza. Certamente entrambi rappresentavano la semplicità di una stalla, che voleva significare la povertà del luogo di nascita del Signore.
Il nonno diceva che i due animali erano importanti perché con il loro alito avessero riscaldato l’ ignudo bambinello deposto sulla semplice paglia.
I vangeli non hanno mai parlato né del bue né dell’asinello. Soltanto un falso vangelo di Matteo parlava di tale presenza. Ma visto che se ne parla da sempre, la presenza del bue e dell’asinello nel presepio è diventata irrinunciabile. Ora il papa Benedetto XVI ha scritto un libro sulla nascita di Gesù e ha detto chiaro e tondo che il bue e l’asinello non erano per niente presenti nella stalla della natività. Con tutto il rispetto per il Papa, che ha studiato teologia e certamente conosce meglio di noi le sacre scritture, e poi è infallibile, noi continueremo a mettere nel presepio il bue e l’asinello, soltanto per una semplice tradizione.