Voce, tamburo e pianoforte sembrano condurci in un tempo non imprigionato nella logica sequenziale, ci allontanano dal tempo del lavoro e della produzione, delle costruzioni e degli artefatti, da quel Kronos, titano impietoso che divora i suoi figli, per condurci a Kairos, il tempo debito, un tempo nel mezzo, il tempo sospeso dei viaggi, della nostalgia, del sogno, nel quale …
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