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Vannini (Uil Scuola): Il 30 maggio ci giochiamo il futuro della scuola pubblica e statale

PROCIDA – “Con la scuola… a scuola… riparte il Paese”, questo il tema del secondo congresso regionale della Uil Scuola Campania che si è tenuto lo scorso 20 maggio 2022 presso il Towers Hotel Stabiae Sorrento Coast di Castellammare di Stabia. Presenti, tra gli altri, unitamente ai vari responsabili territoriali e i delegati, (tra i quali la rappresentanza proveniente dalle isole d’Ischia e Procida), Ettore Acerra (Direttore USR Campania), Lucia Fortini (Assessore alla Scuola, alle Politiche Sociali e alle Politiche Giovanili della Regione Campania), Giovanni Sgambati (Segretario Generale Uil Campania), Pino Turi (Segretario Generale Federazione Uil Scuola).

Riconfermata alla segreteria regionale, a voto unanime, Roberta Vannini (per le isole d’Ischia e Procida riconfermato alla segreteria dei distretti 24 e 25 Nicola Cutrignelli) che nella sua ampia e dettagliata relazione ha taccato le tematiche vive che interessano il mondo della scuola: “Celebriamo questo secondo convegno regionale – apre la Vannini – dopo due anni di relazioni personali e sindacali diradate e di didattica a distanza. Abbiamo affrontato, come il resto dell’Italia, questa inaspettata crisi rimettendoci in discussione, riorganizzandoci sulla base delle nuove esigenze ad affrontando le criticità con i nuovi strumenti e con rinnovato rigore. Il problema vero, però, non è stato l’approccio alla nuova condizione ma i riflessi economici della pandemia sul sistema scuola: mancata crescita stipendiale, tagli al personale, aumento della precarietà, della burocrazia e delle responsabilità per il personale. Inutile dire che in Campania a questo si sono aggiunte situazioni acuite e stratificate da criticità preesistenti: disoccupazione e non più solo giovanile, disparità sociali, mancanza di investimenti, continui disservizi e nella scuola: precariato, edifici inadeguati e a serio rischio per ciò che riguarda la sicurezza, dispersione scolastica, alta percentuale di neet, disparità sociali che la didattica a distanza ha reso ancora più evidenti. In questi anni, mentre negli altri Paesi europei si è investito in scuola e cultura, in Italia, al contrario, si sono fatte economie su istruzione e sanità e, durante la pandemia si sono viste le conseguenze.

Ancora oggi – continua Roberta Vannini – il CCNL stenta a decollare. Anzi, le decisioni prese unilateralmente dal governo sulla scuola non sono confortanti. Il Decreto Legge 36 ne è la prova provata. Si cerca di gerarchizzare la scuola, come si trattasse di una azienda. Si impone un nuovo sistema di formazione continua obbligatoria, sottraendo risorse alla contrattazione, alla card docenti e tagliando 10mila cattedre in organico di diritto. In più si impone un’altra “tassa” che penalizza i precari e arricchisce le Università: parliamo degli ulteriori CFU che da 24 passano a 30 e a 60.

Tutto questo impone una grande mobilitazione. Il prossimo 30 maggio – conclude la segretaria Roberta Vannini – dobbiamo essere tutti in piazza, la UIL Scuola della Campania come sempre sarà in prima linea ma nel frattempo dobbiamo essere bravi a parlare con il personale per spiegare la gravità delle decisioni assunte dal Governo che nel breve- medio periodo interesseranno, in peggio, tutti i comparti docenti e ATA.

Qui ci giochiamo il futuro della scuola pubblica e statale, e della Costituzione. Dopo l’Azzolina pensavamo di aver visto tutto, che si potesse solo migliorare, e invece no: c’era Bianchi, l’ennesima grande delusione”.

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