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VAS Ischia: Da anni uno sterile parlare istituzionale sui diritti costituzionali alla casa ed all’ambiente

 di Nicola Lamonica / per Vas Campania

ISCHIA – Momenti di panico, di dolore e di gioia caratterizzano ogni evento sismico a cui segue nella popolazione colpita il momento della consapevolezza, personale e collettiva, sempre invasa da una giusta rabbia contro le inadempienze istituzionali ed una politica stracciona che oltre la consuetudine delle “chiacchiere del giorno dopo” non va; istituzioni e politiche che non sanno esprimere il meglio di sé per affrontare la vulnerabilità dei luoghi, la prevenzione e la vivibilità dei centri abitati che convivono con ineluttabili ed imprevedibili eventi naturali.

Ischia, con il suo sisma del 21 agosto’17, rientra certamente e decisamente in questo scenario, ma esprime qualcosa di più e di molto specifico: registra anni ed anni di uno sterile parlare istituzionale sui diritti costituzionali alla casa ed all’ambiente, ambedue da difendere, a cui la circostanza  aggiunge un’inadeguata ed inopportuna informazione  mediatica da parte di alcune testate  che nel raccontare i fatti richiamano ed inseriscono nel discorso considerazioni relative all’abusivismo edilizio che non trovano alcun riscontro con quanto è accaduto, sia in riferimento alla tragica perdita delle due  vite umane che agli  immobili crollati.

Una informazione giornalistica sbagliata che fa solo audience, che crea confusione e distoglie l’attenzione dell’opinione pubblica dalle vere questioni da metter in atto per far fronte, in termini preventivi, al rischio sismico, salvando così  la politica e le istituzioni dalle rispettive responsabilità! L’abusivismo edilizio è illegale, e quindi va contrastato  e colpito come qualsiasi altro reato: ma i morti di Ischia parlano di altro, di altre negligenze e richiamano  la mancanza della certezza del diritto all’appagamento di esigenze primarie evidenziata da oltre trentamila pratiche di condono ignobilmente sospese da oltre quarant’anni;  la  mancanza di attenzione politica e di sostegno economico per chi possedendo un manufatto avrebbe voluto  adeguare il bene alla normativa antisismica: non lo ha fatto il privato e la cronaca ci racconta che l’inadempienza colpisce anche le strutture pubbliche. Rientrano nell’abusivismo la vecchia chiesa del Purgatorio a Casamicciola Terme?  L’ospedale Rizzoli prima evacuato e sanato nelle successive 24 ore? Le scuole dichiarate inagibili? Le datata unità abitative della zona del Maio-Sentinella sempre a Casamicciola?  L’imponente storico palazzo disabitato della località Fango in Forio che crolla ed i relativi calcinacci, superando la limitrofa strada che porta verso la collina soprastante, si abbattono su di una legittima casa a cinque metri di distanza rendendola totalmente inagibile?  …..  tante le case colpite ed ognuna con i suoi piccoli problemi che indicano un malessere generale che una politica di accattonaggio elettorale non ha voluto leggere!

Noi Ass.ne di protezione ambientale VAS esprimiamo anche in questa sede tutta la nostra vicinanza alle famiglie delle due vittime del sisma d’ischia ed alla comunità isolana e naturalmente la nostra gioia per i sopravvissuti recuperati dalle macerie, tra cui tre splenditi fratellini; tutti restituiti alla vita grazie alla Protezione Civile in uno con le forze dell’Ordine ed il volontariato ( medico e civile ) ed un grazie collettivo è dovuto soprattutto all’impegno operativo e senza risparmio di energie ai Vigili del Fuoco che ancora una volta hanno dimostrato capacità professionale ed umanità nel loro ruolo istituzionali.

 Ad Ischia si è vissuto un dramma che non va dimenticato anche per l’insegnamento etico e politico che offre: la zona colpita è quella drammaticamente storica cosiddetta di “Casamicciola-alta” che, in uno al resto dell’isola, attende da sempre interventi strutturali ed aiuti statali – in termini urbanistici ed economici, anche di sostegno alle singole famiglie – per essere resa sicura e vivibile nei limiti delle attuali normative. C’è ad Ischia, come altrove, una ricchezza umana e culturale da difendere, in uno ad un’economia da sostenere, e non bisogna aggiungere alle offese che l’ambiente naturale ha già subìto, per negligenze e continui opportunismi elettorali, una campagna informativa di distrazione che, giustamente, la Chiesa locale non esita a definire “di terrorismo mediatico “. Occorre, in sostanza, dar vita ad una nuova politica che superi: a) il chiacchiericcio e le passerelle di routine, anche di queste ore; b) la penalizzante burocrazia in essere che mette a rischio obiettivi di risanamento per case anche leggermente lesionate; c)  che affronti in termini di programmazione la sicurezza, l’economia e l’occupazione di un’isola che oggi subisce l’umiliazione dell’esodo turistico non necessario e la probabile chiusura anticipata delle attività legate al termalismo.

                                                                                                          

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