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LIPU Procida e la salvaguardia di Vivara

foto-vivara1.JPGGli equivoci burocratici che da anni stanno “soffocando” l’isola di Vivara si sono riproposti con tutta la loro forza anche nell’estate 2009, generando una situazione di grave pericolo per l’isolotto che si è trovato di fatto senza un minimo di custodia.
Il Piano Antincendio previsto per la Riserva Naturale di Vivara, infatti, approvato dal Comitato di Gestione della Riserva e dallo stesso Ministero dell’Ambiente non è stato attuato a causa della indisponibilità dell’isola da parte dell’Ente Gestore, il quale non è potuto intervenire direttamente sull’isola di proprietà privata per la mancata convenzione con la Fondazione proprietaria “Albano – Francescano” che pur aveva manifestato massima disponibilità a consentire ogni attività di prevenzione antincendio da parte dell’Ente riserva.
Di conseguenza il problema dell’antincendio si è riversato sulle spalle della Fondazione proprietaria che non aveva la disponibilità economica né l’obbligo di provvedere alla tutela del patrimonio naturalistico di Vivara, compito prioritario a cui invece è deputato per legge l’Ente Gestore.
In definitiva a causa di burocrazia ed incomprensioni, a metà Luglio, mentre si verificavano i primi diffusi incendi lungo le coste italiane e in particolar modo della Sardegna, l’isola di Vivara restava senza un minuto di sorveglianza durante il giorno in balìa degli eventi.
La storia di Vivara però ci insegna, soprattutto quella degli ultimi 40 anni, che l’unica forza a tutela dell’isolotto sempreverde è stata (ed è) il volontariato: solo l’impegno dei singoli e di gruppi volontari ha preservato le sue bellezze fino ad oggi, e questo impegno certamente non poteva mancare in un momento difficile quando basta una sigaretta mal spenta per mandare in fumo un’intera isola.
Per scongiurare il pericolo incendio nel periodo di massima allerta la Fondazione Albano Francescano, rappresentata dall’avvocato Mariano Cascone, ha siglato un protocollo d’intesa con la Delegazione LIPU isole di Procida e di Vivara: tra il 28 luglio ed il 15 settembre le Guardie volontarie della LIPU, a titolo esclusivamente gratuito, hanno garantito un minimo di sorveglianza sull’isolotto scongiurando non poche situazioni difficili.
Le prime ore pomeridiane nel mese di Agosto sono state le più difficili per la sicurezza dell’isola di Vivara, durante le quali si è registrato un considerevole numero di persone che hanno raggiunto il cancello d’ingresso. Sul ponte di collegamento tra Procida e Vivara (inagibile e interdetto al transito di persone non autorizzate) è stato continuo l’arrivo di gruppi di minori e persone non residenti a Procida che a più riprese hanno tentato di scavalcare le recinzioni poste all’ingresso dell’isola di Vivara.
Nella settimana di ferragosto, invece, si sono verificati numerosi atti vandalici ai danni del cancello e delle recinzioni adiacenti la “casa del caporale”, in un’occasione è stato addirittura sorpreso un uomo che armato di un’asta di ferro ha tentato di danneggiare il cancello d’ingresso per accedere a Vivara e che alla vista della Guardie LIPU si è dato alla fuga dirigendosi verso la collina di Santa Margherita.
Di conseguenza si è dovuto più volte riparare d’urgenza le recinzioni di Vivara
apponendo anche sistemi dissuasori contro gli ingressi abusivi, mentre la Fondazione Albano Francescano è intervenuta per far fronte ai danni più consistenti.
L’attività delle guardie LIPU è andata al di là del presidio antincendio.
A più riprese si sono asportati i rifiuti che incivili bagnanti hanno lasciato lungo il primo tratto di costa o lungo le prime scale di Vivara dove non sono mancati i “raduni” di fumatori testimoniati dai tanti pacchetti di sigarette abbandonati, da candelotti per la notte ritrovati ancora accesi e ancora da biglietti dell’autobus bruciati. Ogni commento è superfluo, per fortuna tutto questo è avvenuto all’esterno dell’isola…
Sull’isola, invece, tra i ruderi del vecchio fortino di epoca napoleonica gli Agenti LIPU hanno ritrovato, celato in una busta di plastica di colore nero, un sacchetto contenente carbone utilizzato normalmente per le braci; non sono stati trovati segni di accensione di fuochi nell’area circostante e il sacco contenente i carboni è stato allontanato dall’isola.
E ancora rifiuti, stavolta recuperati tra la macchia, lattine e bottiglie di vetro abbandonate da anni a causa di una precedente cattiva gestione dell’isola che troppo ha concesso ai gruppi “pasquettari” in assenza di una rigorosa regolamentazione. Proprio durante il recupero di questo materiale, a pochi metri dal sentiero principale, le Guardie LIPU hanno rinvenuto in una busta di plastica in parte ricoperta da fogliame n. 13 (tredici) cartucce da caccia calibro 12 in cattivo stato di conservazione poiché (presumibilmente) da tempo abbandonate sull’isola. Le munizioni sono state prelevate e consegnate al Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Napoli.
Con l’arrivo di Settembre, ridotto l’afflusso di turisti e curiosi sul ponte, si è ristabilita una situazione di normalità, di conseguenza l’isola di Vivara è stata esposta a minori rischi. Tuttavia il persistere dello stato di aridità e l’assenza di piogge hanno mantenuto alto il pericolo incendi come dimostrano i numerosi roghi che hanno colpito la vicina isola d’Ischia e i Campi Flegrei.
Prima della fine del periodo siccitoso si è provveduto a liberare nuovamente la scalinata principale di Vivara da foglie e terriccio al fine di evitare lo spiacevole “effetto diga” sul cancello d’ingresso che si verifica ogni anno a fine stagione, quando le forti piogge trascinano lungo le scale notevoli quantità di fogliame.
Il 14 settembre sono arrivate le prime piogge dopo circa tre mesi di aridità che hanno messo fine al periodo di massima allerta incendi. La Riserva Naturale dello Stato dell’isola di Vivara, pur essendo interessata da una forte ed incontrollata pressione antropica, non ha subito gli effetti devastanti del fuoco che invece ha colpito duramente la vicina isola d’Ischia. Particolarmente critico è stato il periodo dal 10 al 30 agosto, quando l’isola di Vivara è stata quotidianamente esposta all’azione di gruppi di persone che hanno tentato di accedervi, in molti casi tentando atti di vandalismo nei pressi dell’edificio “casa del caporale”..
OSSERVAZIONI NATURALISTICHE
Dal punto di vista naturalistico dobbiamo segnalare positivamente la prima nidificazione dello Sparviere (Accipiter nisus) sull’isola, in una zona costituita da macchia alta e querceto, a testimonianza del sempre crescente miglioramento delle condizioni ambientali di Vivara.
A fine agosto è iniziata la migrazione autunnale degli uccelli e sull’isola sono stati osservati in sosta sugli olivi 3 Aironi Rossi, Upupe, Culbianchi, Tortore ecc.
A fronte di questi dati positivi dobbiamo segnalare con preoccupazione l’impatto negativo che costituisce la diffusa presenza del Ratto che quest’anno ha impedito la nidificazione di una coppia di Assioli predando i pulli appena nati. È auspicabile quanto prima, da parte dell’Ente Gestore della Riserva, un serio piano di derattizzazione in accordo con le Istituzioni scientifiche nazionali, così come operato con successo in altre isole protette del Mediterraneo dove, eliminata o comunque ridotta la presenza del Ratto, si è registrato un netto miglioramento nel successo riproduttivo di specie di uccelli protette.
Altro elemento negativo che ormai da mesi ci impegniamo a combattere sull’isola di Vivara, è il quotidiano ingresso che si verifica nelle prime ore del mattino di un branco di cani guidati dal loro padrone, a più riprese denunciato. Si tratta di atto che viola i divieti imposti dal Decreto Istitutivo della Riserva e si attendono quanto prima provvedimenti severi da parte dell’Autorità Giudiziaria sempre informata dalle Guardie LIPU, poiché questi numerosi animali domestici (tra l’altro aggressivi) che ogni mattina “invadono” i sentieri di Vivara arrecano danno e disturbo alla fauna stanziale e di passo, impatto che è ancora maggiore nel periodo della nidificazione degli uccelli che frequentano i bassi cespugli della macchia o nel periodo della riproduzione del coniglio selvatico.
A fronte di queste considerazioni la LIPU auspica quanto prima un serio interessamento da parte dell’Ente Gestore ai dati e alle problematiche sopra evidenziate, rendendosi fin da ora disponibile a fornire ogni supporto in merito alle attività di protezione della fauna selvatica e salvaguardia dell’ambiente naturale dell’isola di Vivara che dovranno essere contemplate nel piano di gestione e nel regolamento attuativo della Riserva Naturale.

Delegazione LIPU Isola di Procida

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