PROCIDA – Anni difficili per i lavoratori del mare ed anche se i marittimi restano la prima voce di reddito dell’economia isolana, non si può dire che la crisi non si sia affacciata anche dalle nostre parti.
Per il prossimo 15 novembre varie associazioni, tra le quali l’Associazione Capitani Procida, hanno indetto una “marcia su Roma” per far sentire la propria voce ai signori dei “palazzi”.
“La nostra categoria – dice il Pasquale Sabia, presidente dell’Associazione Capitani Procida – è in estrema difficoltà ; leggi nazionali appesantiscono il normale svolgimento del nostro lavoro in un lungo periodo di crisi economica; il ministero competente non collabora con le associazioni di categoria;
i colleghi europei sono inquadrati nella disciplina internazionale dell’IMO, usufruiscono di un percorso normativo semplice, chiaro ed efficiente in linea con la STCW; da tempo siamo soli alla mercé di una burocrazia soffocante e nessuno ci tutela; il mercato del lavoro è inaccessibile a queste condizioni.
Vogliamo farci vedere perché il nostro Paese si accorga di noi, perché scopra una categoria dimenticata.
Vogliamo farci sentire perché si capisca cosa chiediamo: pari opportunità lavorative con i colleghi esteri.
Vogliamo essere coinvolti nel processo decisionale delle norme redatte dall’IMO, ed avere la possibilità di confrontarci ed eventualmente lavorare con il rappresentante italiano all’IMO prima e non dopo che le regole siano scritte”.
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Il problema principale e’ che a dirigere le varie associazioni ci sono pensionati inps e ex dipendenti di compagnie statali che non ricordano o non sanno un accidente del lungo corso se non averlo sentito raccontare sulle poltrone dei circoli e associazioni.ORMAI E’ TARDI….