Coldiretti: Nel bidone della spazzatura il 30% del cibo acquistato.

Prendendo spunto da quando auspicato da Giancarlo in un suo recente post, secondo la Coldiretti, finisce nel bidone della spazzatura circa il 30 per cento del cibo acquistato che contribuisce notevolmente ad aggravare il problema dei rifiuti prodotti in Italia che sono pari in media a 541 chili a persona all’anno per un totale di 32,5 milioni di tonnellate, dei quali ben quasi un terzo sono di natura organica.
Nelle case degli italiani – sottolinea la Coldiretti – ad essere gettati nel bidone sono sopratutto gli avanzi quotidiani della tavola come frutta, verdura, pane, pasta, latticini e affettati che si classificano tra i prodotti pù’ a rischio. Dal campo alla tavola si stima che in Italia a causa degli sprechi viene perso cibo sufficiente a nutrire 44 milioni di persone (l’intera popolazione della Spagna) per un valore che ammonta a circa 37 miliardi di euro, ben il 3 per cento del PIL, secondo una indagine di “Last Minute Market” dell’Università di Bologna. Recuperare con un po’ di fantasia i cibi rimasti sulle tavole non è dunque – precisa la Coldiretti – solo un modo per risparmiare senza rinunciare ad ingredienti naturali e di qualità, ma anche la dimostrazione di un impegno concreto alla riduzione dello spreco delle risorse agro-alimentari. Un aiuto anche per l’ambiente con una minore produzione di rifiuti, il cui smaltimento rappresenta oggi uno dei principali problemi delle economie sviluppate.
Polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, quindi, non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi ma aiuta anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come – conclude la Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

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