Procida, con i piccoli migranti per promuovere la tutela dell’ambiente

PROCIDA – Laboratori per la raccolta differenziata e per il riutilizzo di materiali riciclati e la manipolazione della terra. In generale, per favorire un uso più consapevole degli elementi naturali e incoraggiare stili di vita sostenibili.
Così, per tutto il mese di luglio, Legambiente Campania e LESS Onlus hanno dato vita al progetto “Procida: L’isola che vorrei”, i cui destinatari sono stati 20 beneficiari tra mamme e bambini coinvolti nel progetto SPRAR A.I.D.A. del Comune di Procida con LESS Cooperativa Sociale quale ente gestore, famiglie monoparentali di migranti inserite nel tessuto sociale dell’isola.La collaborazione è nata con l’obiettivo di favorire la condivisione di esperienze che rafforzassero i valori di solidarietà e favorissero ulteriormente integrazione e socializzazione, attraverso azioni volte a rafforzare la tutela dell’ambiente.

E nel corso dell’ultima giornata di laboratori l’associazione giovanile “Procida coraggiosa” ha donato ai beneficiari – insieme ai piccoli migranti anche tanti bimbi procidani – borracce termiche, oggetto simbolo di una iniziativa green che favorisce l’abbandono di acqua venduta in bottigliette di plastica presso bar, lidi e ristoranti, a favore dell’erogazione alla spina. Le borracce donate sono state generosamente offerte dai commercianti che hanno aderito all’iniziativa (che si chiama “acquaFREEsca”), volta ad abbattere sensibilmente i rifiuti derivanti da bottigliette d’acqua in PET, in particolare nel periodo estivo, con l’isola presa d’assalto dai turisti. I commercianti che aderiscono all’iniziativa si sono già impegnati a vendere acqua erogata alla spina a un prezzo simbolico, sensibilmente inferiore rispetto a quello della stessa quantità in bottiglia di PET. Ai clienti che non hanno la propria borraccia vengono proposte – con costi particolarmente convenienti – coloratissime borracce termiche in acciaio brandizzate con il logo dell’attività e dell’associazione, interamente composta da ragazzi procidani con competenze diversificate e le cui attività abbracciano il sociale, la formazione e l’ambiente.
E d’ora in avanti, a quanto pare, anche i piccoli migranti potranno approfittarne.

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