PROCIDA – La nuova ondata di scosse telluriche che ha colpito ampie zone dell’area flegrea nella giornata di ieri 31 Luglio, zona già interessata da importanti fenomeni di bradisismo, tra le tante problematiche, con la chiusura dello scalo di Pozzuoli, mette in risalto gli ulteriori disagi che una fetta della popolazione procidana dovrà affrontare.
Punto n°1 – In questi giorni ho conosciuto persone che tutte le mattine raggiungono strutture sanitarie presso Pozzuoli o Comuni limitrofi per sottoporsi a cure salvavita da cui dipende il loro presente e futuro. Ebbene queste persone, al di là delle problematiche legate al cambiamento forzato di abitudini, dovranno, visto le segnalazioni che arrivano dallo scalo di Napoli, preoccuparsi anche di verificare come fare ritorno sull’isola. Ora, domanda: che le compagnie di navigazione, ovviamente in questa fase del tutto emergenziale, mantengano una riserva di 20-30 posti per residenti “fragili”, per ogni corsa, a chi creerebbe dissesti economici?
Punto n° 2: Questa mattina un numero considerevole di pensionati che si sono recati presso l’Ufficio postale, ci segnalano che hanno avuto la sorpresa di non poter ritirare i soldi della pensione allo sportello in quanto non è arrivato il pulmino “dei soldi” e, se la situazione a Pozzuoli non cambierà, anche nei prossimi giorni sarà uguale. (A proposito sono sospese le prenotazioni). L’auspicio è che si sia trattato solo di una incomprensione o un disagio momentaneo e che la questione non coinvolga anche gli sportelli bancomat di altri istituti bancari… altrimenti!!!!
Il Procidano notizie e novità da Procida
Non posso dimenticare che nell’anno 1980 il terremoto a Pozzuoli fu avvertito a tal punto da far crollare il mercato locale edilizio ai minimi termini, tanto da eliminare ogni possibilità di intesa tra i venditori ed i compratori di case, tra cui io, che non avrebbero quindi potuto ottenere alcun tipo di mutuo .
Villette deliziose e storiche svendute a prezzo di costo, da restaurare in più punti lesi, ma edificate con i criteri tradizionali ed intramontabili che nel secolo scorso rappresentavano un punto di forza dell’edilizia locale.
Se avessi avuto in contanti la cifra necessaria per intraprendere tali mediazioni oggi, terremoti permettendo, sarei titolare di una proprietà di tutto rispetto, perchè per noi giovani imprendittori alle prime armi … non era fattibile altra soluzione …. In seguito la mia attenzione, dopo numerose e svariate ricerche, fu su una bicamera storica ma ahimè piuttosto malandata del centro cittadino di Napoli … mia passata risorsa ma ancora attuale residenza!