PROCIDA – La scuola, a differenza di credenze più o meno diffuse, non chiude mai per ferie: docenti alle prese con lezioni per l’infanzia che terminano il 30 Giugno, esami di maturità, corsi di recupero crediti da parte degli studenti, attività collegiali, progetti, ecc. Stessa sorte anche per amministrativi e collaboratori scolastici che, seppur in numero ridotto visto anche l’interruzione dei contratti a tempo determinato al 30 giugno, dovranno assicurare tutti quei servizi per la chiusura dell’anno scolastico in corso e preparare quello che sarà il successivo (assunzioni, trasferimenti, assegnazioni, pagamento MOF a tutto il personale, solo per fare qualche esempio).
Proprio per quanto riguarda il personale ATA, dopo la fase di mobilità, emerge la presenza di 34.969 posti residui a livello nazionale che costituiranno una parte importante delle disponibilità per le prossime assunzioni. Le maggiori disponibilità si registrano tra i collaboratori scolastici (21.391 posti) e gli assistenti amministrativi (8.374 posti), seguiti dagli assistenti tecnici (3.597 posti) e dai funzionari ed elevate qualificazioni – EQ (971 posti). Residue disponibilità si rilevano inoltre per gli operatori dei servizi agrari (241 posti), i cuochi (216 posti), i guardarobieri (136 posti) e gli infermieri (43 posti). La UIL Scuola continua a sostenere che tutti i posti vacanti e disponibili debbano essere destinati alle immissioni in ruolo. Anche per il personale ATA infatti continua a crescere il ricorso ai contratti a tempo determinato, mentre le assunzioni a tempo indeterminato non riescono a coprire nemmeno il turnover.
Per questo, anche alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che ha censurato l’abuso dei contratti a termine nel settore ATA, la Uil Scuola ha ribadito la necessità di un piano straordinario di stabilizzazione. Le immissioni in ruolo devono essere autorizzate su tutti i posti vacanti e disponibili, compresi quelli attualmente in organico di fatto, che vanno trasformati in organico di diritto. Non si può continuare a garantire il funzionamento ordinario delle scuole facendo affidamento su migliaia di lavoratori precari che, anno dopo anno, assicurano servizi essenziali senza adeguate prospettive di stabilizzazione.
Così come sottolinea il segretario nazionale della UIL Scuola Giuseppe D’Aprile: “Dietro le cattedre e nei corridoi ci sono lavoratori che ogni giorno affrontano carichi burocratici crescenti, responsabilità sempre più complesse, episodi di aggressione e un livello di stress che sta diventando strutturale.
A tutto questo si aggiunge un problema culturale che continua a condizionare il modo in cui l’opinione pubblica percepisce il lavoro nella scuola. È ancora diffusa l’idea che insegnanti e personale scolastico lavorino poche ore alla settimana e godano di tre mesi di vacanza all’anno. Una rappresentazione lontana dalla realtà. Dietro le ore di lezione ci sono attività di programmazione, preparazione delle lezioni, correzione degli elaborati, colloqui con le famiglie, formazione obbligatoria, riunioni collegiali, adempimenti amministrativi, progetti, attività di inclusione e orientamento. Un lavoro spesso svolto ben oltre l’orario contrattuale e che rimane in gran parte invisibile. Ma la passione da sola non basta. I dati dell’Università Bicocca e di IARD – precisa Giuseppe D’Aprile – sono un campanello d’allarme: il lavoro svolto fuori dall’aula è aumentato di oltre cinque ore settimanali rispetto agli anni Novanta e sei insegnanti su dieci ritengono necessario un supporto psicologico.
Per questo il prossimo contratto dovrà occuparsi anche della salute mentale e del benessere lavorativo. Serve una maggiore consapevolezza del fenomeno e un intervento concreto per ridurre gli adempimenti burocratici impropri che sottraggono tempo alla funzione educativa. Se riuscissimo a liberare anche solo un’ora a settimana dai carichi burocratici per ciascun lavoratore della scuola, restituiremmo al sistema milioni di ore da dedicare alla didattica, all’inclusione, alle relazioni educative, alla formazione e alla qualità del servizio”.
Il Procidano notizie e novità da Procida
Al dott. D’Aprile vorremmo segnalare anche il disagio di chi si occupa della organizzazione biblioteca scolastica; troppe volte affidata a personale inidoneo, per carattere e competenze, a tale compito.
Ho in passato dovuto cambiare mansione, per necessità impellenti, legate e collegate al mio contemporaneo livello di salute; credendo di andare a occupare un posto se non superiore come prestigio e responsabilità almeno equivalente.
Con mio grande disagio non solo sono stata assunta con eguale stipendio in doppio numero di ore ma,ho dovuto subire in tale sede mobbing, da una collega che in stato di salute precaria, si rivaleva su di me e su colleghi di lavoro che in contemporanea erano assunti per altri compiti.
Il preside di turno ha potuto scarsamente intervenire; ed io ho dovuto subire tali ed oltreaggiose interferenze a causa del mio malessere che, mi limitava in qualsiasi ed ulteriore azione di rivalsa .
Ma non è troppo tardi per esternare i miei sentimenti nei confronti di tali ed inaudite vigliaccherie !