Affittacamere e imprese ricettive turistiche sono figli di un Dio Minore nella provincia di Napoli

 NAPOLI – Gli affittacamere e le imprese ricettive turistiche sono figli di un Dio Minore nella provincia di Napoli e non hanno diritto ad alcun contributo – apre così il suo laconico commento Agostino Ingenito, presidente dell’Abbac, l’associazione regionale del comparto ricettivo extralberghiero della Campania – che ora sollecita i suoi gestori iscritti a disertare il pagamento del contributo camerale e a disiscriversi dal registro delle imprese entro il 31 dicembre.

“Non ha senso mantenere in piedi imprese che non potranno recuperare l’anno perso, in tanti tra gli imprenditori di affittacamere e case vacanze professionali ed ostelli hanno cercato di mantenere aperture di dignità, con ristori risibili del Governo che certo non hanno garantito il mantenimento in vita di strutture spesso aperte con mutui e prestiti in immobili con esosi canoni di locazione e fiaccati  da una crisi senza fine mentre sembra sempre più preoccupante la pressione di taluni investitori che stanno speculando con proposte di acquisto fuori mercato.  Sono almeno due i casi già accertati di affittacamere del centro storico che hanno accettato proposte economiche molto ridotte pur di ottenere un minimo di liquidità, strozzate da una crisi devastante. Non ci soddisfa l’ordinanza del Tar della Campania che ha ritenuto non discriminatoria la scelta della Camera di Commercio, a seguito del ricorso che la nostra associazione aveva depositato, a proprie spese, al tribunale amministrativo per rivendicare medesime opportunità in relazione ad un bando della Camera di Commercio di Napoli che erogava contributi per le imprese turistiche mediante dei voucher, limitando l’accesso al bando solo a strutture con almeno 10 camere, escludendo difatti gli affittacamere che per legge regionale possono avere massimo 6 camere. Gli atti dei giudici si accettano ma quest’ordinanza determina conseguenze che solo una politica oculata ed attenta potrà risolvere.  La Camera di Commercio di Napoli dimostri di tenere a tutte le imprese iscritte ed offra un chiaro segnale a questi imprenditori che avevano creduto nel turismo, impiegando risorse e competenze e pagando tutti gli oneri – dichiara Agostino Ingenito – Noi come associazione ci abbiamo messo la faccia, dando quel supporto che in tante tra le istituzioni ci hanno negato, malgrado qualche mera chiacchera a mezzo stampa di tanta politica distratta. Il successo del turismo in provincia di Napoli come per tutta la Campania era stato possibile anche grazie alle tante microimprese ricettive extralberghiere, che al netto di speculazioni ed abusivismo, avevano garantito ospitalità anche in tante località in cui era non presente alcun albergo, oltre che offrire un contributo fondamentale per garantire un’offerta ricettiva di qualità ed in linea con le esigenze del target dei viaggiatori individuali che avevano raggiunto il nostro territorio. Ecco perché ora chiediamo che subentri la politica a dare un segnale, in alternativa continueremo il nostro impegno e la battaglia a tutela di un comparto, da tutti evocato come eccezionale incubatore economico, e poi abbandonato a se stesso, compreso da chi per legge dovrebbe tutelarlo e sostenerlo come le Camere di Commercio” – conclude Agostino Ingenito.

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