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Attenti, il bullismo sta penetrando nel mondo dei preadolescenti e degli adolescenti

Di Michele Romano

PROCIDA – Una delle problematiche su cui si sono accesi i riflettori e attenzione è quella della scuola. Ciò scaturisce dalla notizia che il sistema scolastico italiano, sul piano della formazione, risulta negli ultimi posti della scala valoriale europea. Questo accade perché la figura del docente, possiamo dire degli anni ottanta, è stata imprigionata in quella di un semplice divulgatore di nozioni e contenuti disciplinari, annullando la valenza formativa che costituisce il cardine e l’essenza della ragion d’essere dell’educatore scolastico che, come è espressa dall’etimologia latina “e-ducare”, gli affida il compito di portar fuori, di far emergere, evolvere, nel discente, la capacità di armonizzare il “pensare” e il “sentire” tanto da costruire le attrezzature per saper navigare dentro la propria esistenza. Ecco perché Hannah Arendt ci avverte che le domande più importanti sulla condizione umana non possono trovare risposte esclusiva nel sapere tecnico-scientifico chiudendo l’istruzione in una concezione economica utilitaristica ma salvare i saperi inutili, oramai conservati in una biblioteca semichiusa, produttori di conoscenza di se stesso e degli altri come le favole di Fedro ed Esopo, i dialoghi platonici, l’etica politica aristotelica, la tragedia greca, il tempo agostiniano, l’eroico furore di Giordano Bruno e tanto altro.

Ebbene, nella nostra amata Procida, avendo condiviso insieme a due docenti, Maria con la sua classe IV elementare, e Lallina, con la sua II media, il percorso della memoria della struttura carceraria di Terra Murata, con il contributo di giovani eccellenti interpreti locali, facciamo nostra la provocazione di Federico Fubin cioè per riformare la scuola partiamo dalla “primaria” dandole una funzione propedeutica dentro la quale l’arte della maieutica diventi la Via lattea unitaria dell’insegnamento degli istituti superiori ed universitari. In che cosa consiste ciò? Nel senso che la didattica, nella sua complessità, si cimenti nel genuino sforzo del divenire formativo guardando negli occhi i dicenti, con le loro ansie, angosce, inquietudini e curiosità. E persone come Maria, Lallina e tante altre già si sono inoltrate in tale pensiero. D’altra parte, in un momento così convulso, caotico e violento del nostro vivere quotidiano urge che la scuola dell’alfa e dell’omega si riappropri della sua funzione essenziale di “magistra vitae”.

In tal senso ci sentiamo di avvertire le istituzioni, la scuola e le altre agenzie educative, che una oscena percezione investe la nostra comunità cioè che uno dei mali più perniciosi della nostra epoca il bullismo, in modo invasivo, sta penetrando nel mondo dei preadolescenti e degli adolescenti. Forse è tempo di svegliarci dal torpore in cui siamo caduti.

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