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Borse di studio Arciconfraternita Pio monte dei marinai. Una bella festa!

Di Giacomo Retaggio

PROCIDA – Certo che assistere allo sbarco sull’isola di Procida, dal traghetto che viene dal continente, di trenta- quaranta carabinieri in divisa non è uno spettacolo di tutti i giorni per gli isolani. Molti di questi, con gli occhi da fuori, si chiedevano: ma forse c’è una rivoluzione? Oppure si deve abbattere una casa abusiva? Difatti l’ultima volta che sbarcarono sull’isola tanti carabinieri fu proprio in occasione di un provvedimento anti abusivismo. All’epoca si temevano disordini. Ma, ormai , sono passati parecchi anni… Nulla di tutto questo! Non c’è nessuna rivoluzione e nessun provvedimento repressivo in atto. La verità è molto più semplice: oggi si deve procedere alla premiazione dei vincitori del concorso “Gente di mare, gente di Procida”- “Il mare di Procida”. Questo premio è stato istituito dall’Arciconfraternita Pio monte dei Marinai in omaggio ai giovani isolani. Questa istituzione è antichissima, ha compiuto quattrocento anni nel 2017 e fu fondata dai nostri avi per venire incontro ai bisogni della povera gente procidana in un’epoca in cui lo stato sociale era del tutto assente. E doveva servire anche da “colonna del riscatto” per i tanti procidani rapiti e deportati dai corsari barbareschi. Oggi le condizioni sociali non sono più le stesse di secoli fa ed il “Pio monte” potrebbe apparire come un’istituzione obsoleta e fuori del tempo, ma non è così. Innanzitutto c’è a Procida ( purtroppo!) una discreta fascia di persone che non riescono a tirare avanti ed arrivare alla fine del mese. E questi soggetti vanno sostenuti ed assistiti sia in senso economico che abitativo in omaggio alle finalità del sodalizio. Poi, se le condizioni economiche non sono più le stesse dei secoli scorsi in quanto nettamente migliorate, si possono utilizzare i fondi provenienti dai fitti delle case del “Pio monte” per favorire la cultura e lo sviluppo sociale dei Procidani. E questo l’hanno ben capito i Commissari curiali ( perché l’Ente in questo momento è commissariato) che hanno istituito delle borse di studio per gli studenti del Nautico. E così si svela anche l’arcano: i carabinieri sbarcati da poco sono a Procida perché devono eseguire un concerto durante la cerimonia di premiazione. Fanno parte della Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri diretta dal M° Lucio Berardo. L’iniziativa delle borse di studio è molto lodevole, altrimenti i “circoli” che fanno parte del “Pio monte” si trasformano ( ma si sono già trasformati!) in locali dove pochissime persone   giocano a carte, leggono il giornale e nulla più. E la finalità del sodalizio, che è quella di venire incontro ai bisogni della gente, va a farsi benedire. E i bisogni non sono solo quelli immediati e materiali…La cerimonia, nella chiesa della Pietà, della premiazione è stata molto suggestiva. Peccato che per un  difetto di informazione pochi Procidani ne fossero a conoscenza. Ma la chiesa era affollata da tutti gli studenti delle scuole superiori isolane guidati dalla Preside, prof. Maria Salette Longobardo: un trionfo di verve ed entusiasmo giovanile . Si notavano i vari esponenti della Curia napoletana giunti sull’isola apposta: padre Giuseppe Tufo, responsabile delle Congreghe, padre Giovanni Tammaro , collaboratore di Curia, e i “nostri”don Lello Ponticelli, don Marco Meglio, don Giovanni Costagliola e don Vincenzo Vicidomini; inoltre c’era il governo dell’Arciconfraternita del Pio monte, composto da Gianfranco Wurzburger, presidente, Raffaele De Luca e Pasquale Iodice. Un parterre di tutto rispetto, non c’è che dire! I vincitori del Premio sono  Marco Ambrosino, di Monte di Procida, per la narrativa , con una composizione in dialetto e quindi più immediata, Cuocolo Nadia per la fotografia e per la sezione disegno Scotto Di Gregorio Maria Clara. Questi tre ragazzi hanno dimostrato di avere una sensibilità ed una carica poetico – letteraria  non comune. Dalle loro composizioni viene fuori una grossa conoscenza del mare, sembrano marinai che trasudano salsedine marina e i loro occhi hanno la profondità di chi è aduso a scrutare il mare.  Tutta la cerimonia, è stata gestita dalla presentatrice Veronica Mazza che ha dimostrato di sapersela cavare con garbo ed efficienza. I tre vincitori  sono stati scelti da una commissione che , sotto la presidenza della preside Longobardo, vedeva tra i suoi membri componenti commissariali del Pio monte, esponenti della cultura e del giornalismo procidano nonché il parroco della Pietà,don Giovanni Costagliola. Mancavano, nonostante l’invito da parte della Preside, dando luogo a dubbi e perplessità, i rappresentanti del “Circolo Capitani e macchinisti” di Procida. Molti si sono chiesti il perché della loro assenza. Il pezzo forte della manifestazione è stato il concerto dei Carabinieri. I vari solisti si sono esibiti in brani che andavano dal classico al moderno con una bravura che affonda le sue radici in una sincera e schietta passione per la musica. Ma di questo eravamo già consapevoli tutti.  La manifestazione si è conclusa con l’esecuzione dell’inno dei Carabinieri, prima, e del’inno di Mameli, dopo. Il Direttore della fanfara, rigidamente i piedi nel saluto militare e rivolto al pubblico, gli spettatori, anch’essi in piedi, la musica coinvolgente che si spandeva nel tempio, hanno determinato un momento dalla  forte carica emozionale. Molti occhi erano lucidi e parecchi francamente colmi di lacrime.

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8 commenti

  1. Vincenzo Schiano

    Buongiorno, sono il presidente del Circolo Capitani e Macchinisti e ho letto il suo articolo sulla premiazione avvenuta nei giorni scorsi dove ha fatto notare l’assenza del Circolo alla stessa. I dubbi e le perplessità della vostra entusiastica partecipazione incominciano a venire a tanti Procidani dopo che è stato reso noto lo Statuto del Pio Monte dei Marinai, cosa che era stato sempre tenuto nascosto!
    L’ho sempre stimato come professionista e anche come scrittore avendo in casa tutti i libri che ha pubblicato, ma onestamente non riesco a capire questo entusiasmo di una buona lavata di facciata che si sta facendo per colpire la fantasia dei Procidani, perchè lei e tanti altri autorevoli Procidani pur avendo vissuto sempre a Procida non vi siete mai chiesto come era la vera situazione del Pio Monte. IL sottoscritto da poco partecipe alla vita procidana, dopo essere diventato presidente del Circolo, tre anni orsono, ho sempre chiesto all’ultimo commissario ing.Carabellese di fare qualcosa per ripristinare una forma di collegiabilità nella conduzione dello stesso a guida logicamente procidana. Poichè tutto ciò che riguarda il Pio Monte è abbastanza lungo la invito ad un sereno confronto e partecipare alla prossima assemblea aperta a tutti i procidani, come quella svolta nei giorni scorsi, a cui ha dato seguito la raccolta firme.
    La saluto cordialmente
    Vincenzo Schiano

    • giacomoretaggio

      Caro presidente, ho notato , come molti altri Procidani, l’assenza del Circolo Capitani alla cerimonia di premiazione, tenutasi nella chiesa della Pietà, di tre giovani che hanno ricevuto tre borse di studio. E’ stata una bella cosa che ci dovrebbe riempire di fierezza e commozione: i giovani sono schietti ed ancora non guasrti dalla vita. Perché vogliamo dare loro un brutto esempio mettwndo in campo risentimenti e oropositi negativi? Che ne sanno loro delle vostre diatribe? E ,poi, mi hanno sempre detto che gli assenti hanno sempre torto. Lei non è d’accordo?

  2. geppino pugliese

    Non sto qui a scrivere

    per biasimare l’Illustre scrittore dell’articolo,ma solo per esternare il mio punto di vista.

    il Dott.Retaggio si è limitato solo a descrivere questa giornata di festa, di lustrini,di divise ,etecetcetc..Diciamo

    che ha fatto la cronaca del giorno,descrivendone ,di par suo, tutte le varie fasi.

    Ma,assolutamente,in modo acritico e non analitico.

    Non ci si chiede perchè il Pio…Monte è commissariato ,e da tantissimi anni, dalla Curia ,dalla sua ” longa manus”….

    Secondo Statuto,si devono indire LIBERE ELEZIONI TRA GLI ISCRITTI

    Qualcuno mi ha osservato che ” iscritti ” non ce ne sono.

    Ebbene,a mio modestissimo pareri,TUTTE LE PROPRIETA’ del Pio Monte DEVONO entrare nel possesso

    degli EREDI, di chi ha donato e fondato questo sodalizio. D’altronde,con uno Statuto che la CURIA HA

    L’OBBLIGO DI FAR RISPETTARE.

    Se c’è stata così scarsa partecipazione,penso che il motivo di ciò sta nell’assoluta insignificanza valoriale che queste premiazione hanno suscitato

    A mio modo di vedere,è stata un’astuta mossa dei Commissari,che pensavano,di farsi un pò di propaganda

    per nascondere le GRANDISSIME MANCHEVOLEZZE DELLA CURIA,

    che brilla,in questo caso ,solo di ” DEFICIT DI DEMOCRAZIA INTERNA E DI OPACITA’

  3. Vincenzo Schiano

    Egregio dottore, la mia risposta è stata molto serena mentre avrei potuto e forse dovuto articolarla in modo ancora più dura del lettore Pugliese che ha commentato il suo articolo dopo di me.
    Mi sento molto onorato che la nostra assenza si nota così tanto, forse serviva per aumentare il numero che come lei stesso ha scritto non era tanto elevato. Le ricordo che quando i commissari ci hanno dato le locandine per il concorso, il circolo ne ha messa una nella bacheca esterna ed un’altra in quella interna al circolo, purtroppo dopo pochi giorni il comitato organizzativo dell’incontro sul Pio Monte che si è svolto nella sala consiliare, questa sì affollata di tanti concittadini, hanno affisso le locandine anche presso i locali del Pio Monte, queste sono state subito rimosse! Che signorilità!
    Volevo farle notare che il Circolo Capitani non fa parte del Pio Monte, ma è stato per molti anni quello che ha portato avanti il Pio Monte prima dell’avvento dei vari commissari, che dura da oltre un trentennio, voluta esclusivamente dalla curia e ampiamente condivisa da una parte del clero locale. Nel Circolo Capitani, è vero che si gioca a carte e si legge il giornale, ma vorrei vedere uno di voi che per tutta la vita è andato in giro per il mondo e che ha migliorato in modo notevole la qualità della vita procidana, che non possa beneficiare di un pò di sano tempo libero ed è attualmente l’unico circolo sempre aperto che si trova sull’isola alla faccia del SOCIALE di cui tanti si riempiono la bocca, in promis la chiesa. Deve sapere che il circolo ha collaborato con l’Istituto Nautico, al momento della buona scuola portando gli allievi in delle primarie società di navigazione di Napoli, dove hanno potuto svolgere il loro percorso di studio, sono stati accompagnati da noi nel cantiere di Napoli, ho portato a Procida per degli incontri sia la Compagnia Generale Telemar che il Rina, sono stati introdotti attraverso un nostro iscritto presso la Confitarma, ed io stesso ho svolto qualche incontro con i ragazzi all Nautico. Ad un certo punto non siamo più stati invitati per alcun motivo, oppure se c’è lo ignoro completamente. Inoltre tanto per informarla, avendo ancora molti contatti con società di navigazione, faccio del mio meglio per aiutare i giovani e non solo a trovare un lavoro. Certe azioni si fanno non si sbandierano. Mi creda mi è costato molto scrivere certe cose, perchè non è nel mio carattere, ma se qualcuno mi accusa di giocare solo a carte (non ne sono capace) allora io non ci sto. Le chiedo solo una cosa mi dovrebbe spiegare quali sono i dubbi e le perplessità che ha nei miei confronti.
    Per quel che riguarda il Pio Monte vedremo in seguito come va a finire, una cosa è certa che tutti i procidani, lei compreso, si dovrebbero fare un esame di coscienza senza parlare della Congrega dei Turchini, dove mio padre è stato iscritto per più di ottanta anni, che si trova commissariata dopo una vita, per quella non le vengono dubbi e perplessità visto che ne fa pienamente parte?
    Cordialmente Vincenzo Schiano

    • Gianfranco Wurzburger

      Mi permetto compiere una breve irruzione nell’excurus di questi commenti all’iniziativa “Gente di mare, gente di Procida” solo per segnalare che, al di là delle rispettive posizioni (e, in alcuni casi, mere congetture) in ordine all’Arciconfraternita del Pio Monte dei Marinai, al suo legittimo status ecclesiale e alle norme che lo governano secondo la disciplina sia canonica che civile, il Concorso indetto in favore dei giovani studenti del Nautico ha oggettivamente generato, senza colori di partito, senza personalismi e senza strumentalizzazioni di sorta, un momento assai elevato nella vita sociale e culturale dell’Isola.

      Istituzioni civili, militari e religiose, giovani e docenti, persone comuni, tutti si sono sentite affratellate e unite da un evento che ha avuto come comun denominatore la gioia, il senso di appartenenza alla cultura procidana e la fiducia che Procida abbia ancora tanto da dare e da dire alle nuove generazioni, così ricche – come il Concorso ha dimostrato – di espressività, calore, talento.

      Non commetteremo pertanto il deprecabile ed infausto errore di strumentalizzare (e perciò far passare in secondo piano) un momento che è risultato essere così lieto, prospettico e pregante nell’esperienza culturale procidana per esternare punti di vista gratuitamente velenosi o rinfocolare strambe idee che continuano ad essere sideralmente distanti dalla realtà storica e giuridica di questa antica Arciconfraternita e che continuano ad alimentarsi, in modo purtroppo sordo ed autoreferenziale, delle convinzioni di quanti a cui pure è stato offerto un confronto dialettico ma che, ahinoi, seguitano a ciecamente trincerarsi dietro quello strumento di dialogo che gli par tanto caro e che, anche in questa occasione, è stato tristemente notato: l’assenza.

      Peraltro, all’assenza si aggiunge dell’altro: non è assolutamente vera la versione dei fatti relativa all’affissione delle locandine nel Circolo dei Capitani e alla loro successiva rimozione. Totalmente inveritiera è infatti la dinamica rappresentata dal Circolo. E’ certo e conclamato, agevolmente dimostrabile anche con la testimonianza di terze parti, che due ore dopo aver consegnato e affisso la locandina del Concorso presso il Circolo, quelle locandine non c’erano più. Sono state affisse e dopo pochi istanti rimosse. Tutto qui. Parimenti, ci domandiamo che valore ha la circostanza che il Circolo dei Capitani, in persona del suo Presidente, sia stato espressamente e formalmente invitato alla Premiazione ma che quest’ultimo non si sia degnato di dare il benché minimo cenno di adesione o declinazione dell’invito?

      Dispetti, ineleganza, assenza. Sono queste le cifre su cui dovrebbe fondarsi un sano confronto?

      L’Arciconfraternita del Pio Monte dei Marinai allora, nell’esercizio delle proprie funzioni e aspirazioni statutarie, continuerà pertanto ad operare per il bene di Procida e dei procidani e non si lascerà scalfire da polemiche sterili che vorrebbero indurre proprio alla desistenza ma che, al contrario, spingono gli attuali Amministratori del Sodalizio ecclesiastico a leggere con ancora maggiore attenzione la sua storia e le sue aspirazioni per continuare a respirare all’unisono con il prezioso territorio isolano ea fornire il supporto e il contributo che, come in questo riuscitissimo Concorso, è chiamata a dare.

      Quanto agli apprezzamenti sulla Congrega dei Turchini, mi pare solo di sapere che ormai tutti i confratelli, moltissimi dei quali addirittura giubilati, sono ormai schierati al fianco dei Commissari diocesani, solidali con essi e la loro missione amministrativa, consapevoli della natura e finalità del rispettivo mandato e lontanissimi dalla originaria ostilità, ora tramutatasi in sincero affetto e reciproco rispetto. D’altronde mi pare che i Commissari Congrega dei Turchini abbiano proceduto, dopo decenni, al restauro dell’adorato Cristo Morto, al rilancio del progetto di ampliamento cimiteriale così richiesto dalla cittadinanza e di cui sono in corso i lavori, alla messa in sicurezza della Chiesa dei Turchini (interessata da una grave lesione alla volta) con annessa pulizia e tinteggiatura (con ormai prossima riapertura). Criticare anche i Turchini dà la misura netta di quanto poco attendibili, faziosi e poco lungimiranti siano gli strali dei soliti e pochi detrattori.

      Gianfranco Wurzburger, Commissario Arcivescovile dell’Arciconfraternita Pio Monte dei Marinai

  4. GEPPINO PUGLIESE

    Mi preme intervenire di nuovo

    per precisare alcune cose.

    Per prima cosa ,il mio precedente intervento era solo indirizzata all’istituzione ” Pio Monte dei Marinaio ” , nella sua eccezione tout-court .

    mettendo in rilievo le GRANDISSIME MANCHE VOLEZZE DELLA CURIA CHE A MIO PARERE

    E’ INADEMPIENTE ALLO STATUTO STESSO

    non indicendo LIBERE ELEZIONI TRA GLI ISCRITTI

    imponendo un COMMISSARIAMENTO FUORI DI OGNI REGOLA E TEMPO E CHE DURA DA TRENTANNI

    Per quanto riguarda il LETTORE (cd…) tal Vincenzo Schiano, tengo a dire chenon ho espresso nessuna considerazione riguardo il circolo stesso.

    Però,esprimerò lo stesso il mio pensiero sul Circolo,perchè penso che dal dialogo possano nascere idee buone.

    Tutto è nato dall’intimazione di sfratto della sede del Circolo stesso, da parte dell’Arciconfraternita.

    Ebbene se è successo tal fatto,è ,secondo la maggioranza dei procidani,perchè il CIRCOLO NON HA VOLUTO ADEGUARSI ad un aumento di pigione,

    che secondo tutti,è a dir poco del tutto RIDICOLO E INADEGUATO . Se è così,ha fatto benissimo la Curia a fare l’intimo di sfratto.

    Tutta questa bulimia ,io penso,è dovuto a questo motivo.

    Per quanto ne so,nei pressi del Bar Roma vi è un ‘altra associazione con centinaia di iscritti,e non mi pare abbiano avuti questi problemi.

  5. Vincenzo Schiano

    Ieri sera quando un amico mi ha chiamato per informarmi se avevo letto le ultime sull’argomento, l’ho fatto immediatamente e la prima reazione è stata quella di mettermi subito a rispondere, ma poi dopo una giornata passata con i nipotini ho pensato di farlo stamattina. Allo stesso tempo ho cercato di analizzare il tutto e sono venuto alla conclusione che tutto questo è stato montato volutamente. A questo punto penso di astenermi ora ed in futuro di rispondere a qualsiasi argomento in cui mi si vuol trascinare.
    Saluti
    Vincenzo Schiano

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