Home > politica > Cambiare Procida attraverso uno strumento partecipativo: le “Primarie”

Cambiare Procida attraverso uno strumento partecipativo: le “Primarie”

partito democratico procidadi Michele Romano

Il voto delle elezioni europee 2014, con lo straordinario e storico risultato del PD e del suo leader Matteo Renzi, racchiude il suo significato profondo nel fatto che una notevolissima parte del popolo italiano ha voluto premiare, in modo forte, chi ha interpretato, al meglio, l’acuto desiderio di cambiamento esistente dentro la nostra società. È stato apprezzato il metodo adottato dal giovane fiorentino che è quella della “maieutica” socratica (l’arte del partorire). La sua impostazione si impernia su un rapporto strutturale tra una parte “destruens” ed un’altra “costruens”, cioè tra elementi distruttivi e costruttivi, entrambi speculari e necessari in un momento in cui si vuole affrontare, con l’etica della responsabilità, la drammatica crisi politica, sociale, economica, morale, giunta come uno tzunami su tante nazioni europee e con le proprie particolarità ha investito l’Italia. In questo contesto è stata felice ed efficace l’espressione del capo del governo che ha affermato ”Questo voto è un derby tra speranza e paura”. E credo che abbia colpito il cuore e la mente di coloro che erano frastornati dai promulgatori, con violenza ed urla incessanti della distruzione senza “se” e senza “ma”. A proposito, caro Bertinotti, che tanti danni irreparabili, insieme ad altri soloni, hai arrecato al Paese (ti ricordi Prodi?), nel vederti così velenoso in televisione, mi ha tolto la tranquillità nel conoscere che non hai seguito il consiglio del filosofo Nietzsche: quando non hai da dire grandi cose, attua il silenzio!

Dopo questo volo pindarico, nello scendere sul pianeta “Procida”, terra natia, credo che la significativa vittoria democratica costituisce un ottimo viatico per le elezioni Comunali del 2015 per attuare il metodo del segretario “viola”, che consiste nell’uscire dalla melma politica in cui hanno iniziato ad impantanarsi elementi rappresentativi dell’attuale opposizione, con il ritenere di costruire eventuali intese con i cosiddetti buoni dell’attuale maggioranza (sindaco compreso), dimenticando che per continuità familiare, da tanti anni, gestiscono l’amministrazione del territorio con risultati  in cui gli aspetti bui e di criticità prevalgono nettamente su quelli chiari e luminosi. Pertanto, è tempo di uscire dai coni d’ombra e con coraggio, mettersi in mare aperto con poche ed essenziali linee guide (servizi, assetto del territorio, crescita e sviluppo di cultura e turismo) per provare intensamente a Cambiare Procida, attraverso lo strumento partecipativo, portato dentro la scena politica proprio del PD cioè le “Primarie”.

Potrebbe interessarti

PIAZZA DEI BAMBINI: PRIMA FIERA DELL’USATO

PROCIDA – (c.s.)L’Assessore alle Politiche Sociali Sara Esposito questa mattina ha condiviso la partecipazione alla …

Un commento

  1. Caro Michele, devo dissentire su quello che dici, oggi tutti gli ex PC, fate un plauso a Matteo per aver portato il PD al 40% a livello nazionale. Ma bisogna riflettere e prendere in forte considerazione che è grazie ad un ex Democristiano, il PD è a questi livelli. Ormai il PD non è più un partito di sinistra, ma un partito di centro come la vecchia DC, con le sue correnti interne. E’ palese, tutti quelli che hanno boicottato Renzi vogliono restare sul carrozzone del vincente, per non perdere il posto, poiché hanno capito che boicottarlo, significherebbe
    essere rottamati. questa è l’arma di Renzi il ricatto cioè chi non è con me è contro di me. Questa è la mia premessa.
    Sono perfettamente d’accordo, sull’usare un sistema democratico, le primarie onde poter far scegliere agli elettori il loro canditalo a primo cittadino, il quale dovrà presentarsi con un programma ben preciso su 5 punti base su come vuole risolvere i problemi ed amministrare la nostra Isola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *