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Carannante: Auspichiamo una soluzione rispettosa di ciò che rappresenta il Circolo per Procida

PROCIDA – Nei giorni scorsi, come un fulmine a ciel sereno, il Pio Monte dei Marinai di Procida, nel frattempo diventata Arciconfraternita ed affidata dalla Curia di Napoli nelle mani di un pool di Commissari, gli stessi che da oltre un anno governano la Congregazione dell’Immacolata dei Turchini, in una lettere a firma di un proprio legale, di fatto, “sfrattano” il centenario Circolo Capitani e Macchinisti dall’attuale sede  in via Roma n°60 con la motivazione che l’iniziativa deve essere inquadrata in un uso dell’immobile proprio da parte della Arciconfraternita con la possibilità per il Circolo, comunque, di essere ospitati in modi e tempi da concordare attraverso un’apposita convenzione.

La vicenda ha lasciato sorpresi non poco i soci del Circolo così come tanti sono stati i commenti di assoluto dissenso circolati sui social. Si auspica una soluzione positiva l’Avv. Antonio Carannante, Assessore al lavoro marittimo del Comune di Procida, che dice: «Con sorpresa abbiamo appreso della volontà dell’Arciconfraternita del Pio Monte dei Marinai di non voler rinnovare al Circolo capitani e macchinisti di Procida (tra i più antichi d’Italia) la locazione della sua attuale sede in via Roma per adibirla a propria. – esordisce Carannante.  Ci sorprende perché è ben nota la valenza civica e storica del Circolo per la nostra isola. Ricordo che il Pio Monte, proprietario di diversi immobili – nato nel ‘600 grazie a generosi armatori procidani per aiutare i marittimi più poveri e dal periodo fascista, fino a tutt’oggi – ha finalità religiose. Detto questo, senza voler entrare nel merito delle vicissitudini della sua gestione economica, sentitamente auspico una soluzione della vicenda rispettosa di ciò che rappresenta il Circolo Capitani e Macchinisti per la comunità procidana. Lo si deve alla nostra Storia».

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Un commento

  1. geppino pugliese

    QUESTO E’ UNO SCANDALO ASSOLUTO !

    Spero ardentemente che Il Pio Monte dei Marinai faccia la stessa fine della Fondazione A.Francescano con Vivaro.

    Lo Statuto non è mai stato cambiato,e non è mai stato realizzato pienamente.Anzi,è stato messo sotto i piedi da gestione Commissariale “illegale”. Si dovevano svolgere libere elezioni tra gli iscritti. Cosa che non è stata fatta,come da Statuto

    Le proprietà non sono della Curia,ma degli eredi di chi ha donato generosamente,e,quindi,a mio parere,del Popolo Procidano.

    E’ giunto il tempo che i Procidani tutti promuovano un’ azione legale contro la Curia. Con in testa il Circolo Capitani.

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