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Chi sono i veri nemici dell’umanità. E perchè è giusto ribellarsi al turbocapitalismo

di Nicola Silenti da Destra.it

La visione e l’orizzonte di un mondo nuovo, più giusto, da lasciare in eredità alle generazioni che verranno non può prescindere dalla consapevolezza che nessun risultato potrà essere raggiunto in questo senso senza uno scontro campale contro i veri padroni del mondo. Quei “proprietari universali”, per usare la definizione dell’economista americano premio Nobel Paul Krugman, che oggi siedono attorno al tavolo che controlla il mondo, un gotha poderoso eppure occulto composto da un pugno di persone perlopiù ignote alle masse ma veri titolari di un potere smisurato e incontrollabile. Il potere di chi, con un solo clic del computer in un angolo buio e imprecisato del mondo, può decretare la vita e la morte di interi popoli e nazioni spostando nel breve volgere di un attimo capitali immensi da una parte all’altra del pianeta, depredando borse e intere economie condannando al pregio della carta straccia monete nazionali e patrimoni di stato.

Di fatto, chi oggi siede attorno a questo metaforico “tavolo” segreto controlla la finanza globale e condiziona in modo determinante l’operato delle agenzie di rating e delle banche centrali ponendo con le spalle al muro ministri dell’economia e governi, a dispetto di ogni logica democratica. Un potere sconfinato che influenza e orienta in modo decisivo finanche la Banca centrale europea, spalleggiando e puntellando la supremazia mondiale del dollaro verso lo scontro finale con lo yuan cinese.

Ma chi sono questi nemici dell’umanità, e come identificare i loro supporters? E quali e quanto estesi sono gli spazi concessi a chi gli si oppone? Quali che siano i dati anagrafici di queste lobbies egemoni a volto coperto, di certo ben accomodate tra i salotti dell’alta finanza e forniti delle leve di comando del capitale, più riconoscibili sono invece i loro esegeti, alleati più o meno consapevoli di questo potere immenso e spietato.

Radical chic del globalismo ed eurocrati, paladini delle più scellerate politiche economiche della storia più o meno recente da condurre perché “ce lo chiede l’Europa”, tutti insieme appassionatamente schierati in forza in una lenta ma inarrestabile opera di inganno e offuscamento delle menti dei ceti popolari: un’opera in corso ormai da anni con il duplice obiettivo di dividere e incanalare il malcontento degli strati subalterni della popolazione verso obiettivi secondari soffocando progressivamente, uno per volta, i diritti di lavoratori, studenti, pensionati, piccoli e medi imprenditori, erodendo ogni giorno di più i già esigui spazi della democrazia.

Un’opera resa possibile anche grazie a quei governi di centrosinistra che hanno supportato quest’azione perversa con una stoica dedizione, fornendo un contributo forse decisivo, anche grazie all’avallo paternalista dei banchieri di Bruxelles e del Fondo monetario internazionale, alla morte della sovranità popolare nel nome di una fedeltà cieca alle imposizioni più bieche e inaccettabili. Diktat come il rispetto incondizionato dei vincoli di bilancio imposti dalla BCE e dei tagli a una spesa pubblica divenuta sempre più classista e a misura dei potenti, estorcendo spazi sempre maggiori alla sanità pubblica e alla difesa degli ultimi, erodendo al contempo il potere d’acquisto di pensionati già da tempo sull’orlo della miseria e riducendo a nuove forme di schiavitù le nuove generazioni, esposte quotidianamente allo spettro di un presente precario da vivere nel ricatto permanente del licenziamento.

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