COMITATO PER IL DIRITTO ALLA CASA: “Abbattere le abitazioni dei poveri cristi e non la vera speculazione edilizia rappresenta una colossale ingiustizia, altro che ripristino della legalità”

A cura del Comitato per il Diritto alla Casa delle isole di Ischia e Procida

“Lacrime e applausi, disperazione e solidarietà”. Potremmo titolare così la tragedia in atto in questi giorni a Procida dove, tanto per cambiare, ad essere abbattuta è la casa di una umile ed onesta famiglia lavoratrice, una coppia di ultraottantenni con figli e nipotini. Una famiglia di lavoratori, formata da persone apprezzate, stimate e benvolute da tutti. Persone umili e perbene. Veri e propri signori d’animo che dopo trent’anni vengono sbattuti fuori dall’unico bene che erano riusciti a realizzarsi nel corso di una dura vita di sacrifici, di lavoro, di sudore, di rinunce e di privazioni e che ora lo vedono sgretolarsi a suon di picconate. Una famiglia lavoratrice che sembra quasi essere stata scelta come capo espiatorio dallo Stato capitalistico delle disuguaglianze economiche e sociali, delle discriminazioni, della povertà dilagante e delle ingiustizie diffuse, che con malvagità e disumanità si diverte a fare il debole coi forti ed il forte coi deboli visto che da dodici anni a questa parte continua a demolire solo case abitate e mai gli immobili della grossa speculazione edilizia affaristica e camorristica: che vergogna! Allo stesso modo di come non si toccano gli scempi di Stato come quelli che negli ultimi decenni sono stati realizzati ad esempio sulla dirimpettaia isola d’Ischia dove a Citara, in zona Capizzo nel comune di Forio, da circa trent’anni, svetta indisturbato un ecomostro di tre piani in cemento armato che avrebbe dovuto ospitare la nuova Caserma dei Carabinieri e dove, a Casamicciola Terme, nel Bosco della Maddalena, è stata sventrata e distrutta un’intera collina per costruirvi, udite, udite, la nuova Caserma Forestale dello Stato, e cioè di quella Istituzione che il verde pubblico dovrebbe difenderlo e non distruggerlo. Ebbene, per questi due ecomostri di Stato guarda caso non ci sono colpevoli, non ci sono responsabili e, soprattutto, nessuno da decenni a questa parte si è preoccupato di farli abbattere e ripristinare lo stato dei luoghi, mentre le case della povera gente abitate da oltre venti, trenta anni e che i semplici cittadini sono stati costretti a costruire abusivamente dallo Stato inadempiente che non ha dato volutamente a nessuno la possibilità di costruire nella legalità, vanno giù senza pietà persino in piena pandemia da Covid-19 e nel pieno di una crisi economica che sta attanagliando, stritolando e distruggendo l’esistenza di milioni di lavoratori italiani ed isolani: assurdo! Abbattere le abitazioni abitate e non la vera speculazione edilizia, non è il ripristino della legalità e il rispetto della legge sbandierato ai quattro venti da qualcuno, ma solo una colossale ingiustizia perpetrata ai danni dei più deboli della società.

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