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Con la “Quota 100” penalizzato il personale del mondo della scuola

PROCIDA – Partono proprio dall’isola di Procida alcune osservazioni in merito all’attualissima questione della “quota 100” per la revisione della legge Fornero sulle pensioni, che sarà oggetto della prossima ed imminente discussione parlamentare sulla legge di bilancio 2019.

In maniera particolare, si è partiti da un semplice quesito: Pensione “Quota 100”, gli insegnanti, quando possono fare domanda? Se entra in vigore nel 2019, perdono un anno?

In ambito scolastico, infatti,  la domanda di pensionamento va richiesta (come già avvenuto negli anni precedenti su disposizioni MIUR)  tassativamente entro il 20 dicembre dell’anno scolastico in corso. L’ingiusta disparità di trattamento tra cittadini lavoratori italiani è la seguente: se l’attuale riforma (quota100) andasse in porto, ma venisse ufficializzata (con i vari ed eventuali paletti) dopo il 20 dicembre, non dando il tempo per presentare la domanda entro i termini stabiliti per gli insegnanti dal MIUR, sono previste eventuali proroghe sulla data di presentazione della domanda o gli insegnanti si devono rassegnare a presentare la domanda entro il dicembre 2019, dovendo così portare a termine anche l’anno scolastico 2019/2020?

Purtroppo nel caso dei dipendenti del comparto scuola, non potendo presentare la domanda di cessazione del servizio entro il 20 dicembre 2018, prima che, molto probabilmente, la manovra venga approvata (e soprattutto prima che venga pubblicato il decreto attuativo che illustri modalità di accesso alla quota 100 e modalità di presentazione della domanda), gli insegnanti dovranno obbligatoriamente attendere il 2020, presentando domanda di cessazione dal servizio a dicembre 2019 e accedendo alla “Quota 100” il 1 settembre 2020, perdendo così l’anno rispetto agli altri lavoratori. Da questo punto di vista, sempre più spesso, i dipendenti del comparto scuola, in materia pensionistica, si sentono penalizzati ed ingiustamente discriminati.

«L’alternativa – sottolinea il consigliere e commissario di Forza Italia Menico Scala –  è quella di richiedere  un intervento del MIUR che permetta il pensionamento al 1 settembre 2019 indipendentemente dalla scadenza di  presentazione della domanda di cessazione dal servizio (presumibilmente) al 20 dicembre 2018, o preveda di posticipare la data di presentazione della domanda di pensione per gli insegnanti  che possano o intendano fruire della quota 100 già nel 2019, avendone i requisiti, come tutti i cittadini lavoratori italiani. E’ necessario che il Governo, tenga conto di queste difficoltà e cerchi di sanare queste ingiustizie, rendendo accessibile alla fruizione della pensione “Quota 100”, già dal 2019, anche ai dipendenti del comparto scuola, legati all’unica finestra di pensionamento del 1 settembre di ogni anno. Per fare questo – conclude il consigliere Scala – abbiamo già attivato tutti i canali Istituzionali, a partire dal consigliere regionale On. Maria Grazia di Scala, il deputato On. Antonio Pentangolo, eletto nel nostro Collegio, e il Vice Presidente della Camera, On Mara Carfagna, affinché questa stortura possa trovare una risoluzione senza penalizzare oltremodo decine di miglia di lavoratori appartenenti al comparto scuola».

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Un commento

  1. Nel settore dei docenti c’è sempre stata confusione e provvisorietà .
    Non a caso per poter cambiare mansione, nonostante le assicurazioni sindacali e
    i provvedimenti del Ministero, il provveditorato locale
    ha in passato dimostrato scarsa trasparenza e puntualità, a danno di docenti e discenti .
    Per questo e per ulteriori motivi di salute ho preferito anticipare il mio pensionamento
    nonostante la mia retribuzione finale fosse decurtata del 20% .
    Per una professione usurante come quella dell’insegnamento non c’è forbice che tenga !!

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