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Dino Ambrosino: «Dietro l’effige di Muro la classe dirigente degli ultimi trent’anni»

dino ambrosino4Stante l’approssimarsi della scadenza elettorale che porterà i cittadini dell’isola di Graziella a rinnovare, entro la prossima primavera, Sindaco e  Consiglieri Comunali, il confronto tra gli opposti schieramenti, naturalmente, diventa sempre più caldo. Da questo punto di vista dopo i recenti interventi di Luigi Muro e Vincenzo Capezzuto abbiamo raccolto le impressioni di Dino Ambrosino candidato alla poltrona di Primo cittadino dopo le primarie de “La Procida che Vorrei”. «Assistere ad un’intervista televisiva in cui il Sindaco di Procida dedica il 70% del suo discorso al nostro progetto politico – dice Dino Ambrosino – dimostra che oramai non ha più nulla da dire al paese. Lo ha compreso bene Luigi Muro che, pur di non andare incontro ad una sconfitta sicura, si è riproposto in prima persona giocandosi il tutto per tutto. Sappiamo bene, comunque, che Capezzuto è già pronto a cedere, rimangiandosi in un boccone l’impegno a non ricandidarsi come consigliere e i finti annunci di discontinuità declamati negli ultimi anni.

Al di là della scontata conclusione di questa partita, che vedrà intruppata dietro l’effige di Muro la classe dirigente degli ultimi trent’anni, nello schieramento di alternativa si registrano movimenti che potrebbero concludersi in direzioni differenti. Ciò premesso, bisogna tenere conto che “La Procida che Vorrei” è il gruppo che ha maggiori responsabilità e che sino ad ora ha esercitato il suo ruolo di leadership mostrandosi disponibile al confronto con tutti e mettendosi in discussione attraverso le Primarie. Ricordiamo – continua Ambrosino – come, alla vigilia delle europee del 2014, cercammo il dialogo con il gruppo di Francesco Lubrano che poi, nonostante la disponibilità e i tanti punti di contatto, decise autonomamente di fare un percorso diverso. Ed anche, nell’individuare il profilo del potenziale candidato alle Primarie, “La Procida che Vorrei” scelse di aprire a tutti coloro che avessero seguito un percorso civico di rilevanza pubblica, non limitandosi agli appartenenti ai gruppi “storici” di alternativa.

Allo stesso modo “La Procida che Vorrei” si prenderà la responsabilità di interloquire con quanti si pongono in discontinuità all’attuale amministrazione. Ascoltare le posizioni altrui, così come si ascoltano le riflessioni di tanti cittadini, non pregiudica la diversità e il carattere innovativo del nostro progetto. Piuttosto lo fortifica, mettendolo alla prova del confronto con le idee degli altri, simulando la situazione che incontreremo come amministratori di Procida. Abbiamo fatto della partecipazione alla politica un nostro valore identitario e la partecipazione, il confronto, l’ascolto, non possono valere solo per un recinto stretto: devono necessariamente coinvolgere diverse sensibilità se si vuole realmente innescare un meccanismo che cambi il modo di fare politica nella nostra isola.

Ciò detto, e con l’impegno a incontrare tutti coloro che vogliono una svolta nel modo di amministrare Procida, bisogna chiarire che chi vuole condividere il percorso intrapreso, accetta le stesse condizioni che valgono per gli attuali protagonisti de “La Procida che Vorrei”. Primo, che il gruppo è inclusivo di tutte le sigle e le etichette. Secondo, che non vi è nulla di scontato: ognuno riveste il ruolo che il gruppo condivide di dargli. Certo – conclude il candidato a Sindaco – non è semplice portare avanti questi princìpi e declinarli nel migliore dei modi, ma la nostra è una sfida Politica che ha l’ambizione di incidere realmente nella storia della nostra isola».

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2 commenti

  1. aggiungo, a tutti i saputi: che non succede quello che sta succedendo in queste ultime ore alla camera, il crollo dei DS come una furia di slavina gigante.

  2. Dino hai una facci tosta. Parli proprio tu che l’ultima volta ti sei candidato con Scotto di Santolo, sindaco di 30 anni fa, e del dissesto. E adesso ti stai caricando i fuoriusciti di Muro (De Candia e compagnia bella). Ma taci

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