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FIGLI E FIGLIASTRI. Emergenza rifiuti: ma è davvero finita?

Sergio Zazzera ( da “Il Brigante” on line) – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proclamato la cessazione dell’emergenza rifiuti nella città di Napoli. Non sono in città, in questo periodo, e, dunque, non so se la realtà corrisponda all’ufficialità, per quanto qualche immagine di località periferiche (che, però, sempre Napoli sono, soprattutto dopo che la legislazione del ventennio volle la nascita della “Grande Napoli”, incorporandole al capoluogo) sembri rappresentare una situazione alquanto diversa da quella tanto solennemente proclamata.

Non mi trovo a Napoli, come dicevo poc’anzi, ma a Procida: l’isola nella quale, con enorme profusione di danaro – prelevato, peraltro, dalle tasche della gente –, fu realizzata, alcuni anni or sono, una serie d’impianti interrati per la raccolta dei “rifiuti solidi urbani” (asettica – almeno lei – definizione normativa della “munnezza”), i quali, però, non hanno mai funzionato e, ora, languono, ricoperti di ruggine (a proposito, ma la Corte dei conti che fa?). L’isola nella quale cammino tra montagnole di sacchetti a perdere (quasi quanto la pazienza dei cittadini), elevate perfino intorno al muro di cinta della proprietà di un’alta personalità dello Stato, approfittando della sua attuale assenza.

L’isola nella quale, nel cortile d’un ex-albergo, proprio accanto a casa mia, la gente continua a sversare spazzatura d’ogni genere, che alimenta colonie di ratti, i quali si propagano nei giardini circostanti, e produce risultati olfattivi tanto sgradevoli, quanto facilmente immaginabili, mentre le autorità mostrano d’ignorare istituti giuridici, come la notificazione per pubblici proclami e l’esecuzione in danno, che consentirebbero d’imporre alla proprietà di quell’ex-albergo di porre fine allo sconcio. L’isola nella quale pago una Tarsu ben più elevata di quella di Napoli, a fronte d’una minore produzione di rifiuti da parte mia e d’un peggiore servizio di raccolta da parte del gestore. L’isola nella quale si progettava la realizzazione d’un “dissociatore” (un nome ch’è tutto un programma, avrebbe detto la felice memoria di Ugo La Malfa) di quei rifiuti, proprio a ridosso della stazione marittima, giusto per presentare al turista il proprio biglietto da visita. Per favore, qualcuno inviti il Presidente a tenere il prossimo Consiglio dei ministri a Procida: non si sa mai, un miracolo…

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