Gianfranco Mattera
Gianfranco Mattera

“I fiori di Parigi” di Gianfranco Mattera presentato a Levico Terme

ISCHIA, 17 dicembre. Si presenta stasera nella sala consiliare del Comune di Levico Terme, la cittadina in provincia di Trento dove vive e lavora nel sociale da alcuni anni, l’ultimo libro di Gianfranco Mattera, 41 anni, scrittore ischitano in rapida ascesa. “I fiori di Parigi”, questo il titolo del volume pubblicato da Edizioni Alphabeta Verlag di Merano (164 pagg, 12 euro) è il primo romanzo scritto da Mattera dopo la prestigiosa affermazione ottenuta con la raccolta “Anna e i burattini” due anni fa, che ha fatto seguito alla conquista del Premio Frontiere Grenzen (2013) per il racconto inedito.

L’ambientazione storica e parigina del romanzo, che si caratterizza per la raffinatezza delle tematiche e lo stile consapevole di una modernità senza fronzoli, giocata sul flusso interiore, tra attese di sguardi incrociati e parole essenziali avvolte da profumi che alimentano la memoria, conferisce al lavoro di Mattera, sensibilissimo esploratore e narratore dei profondi sentimenti umani, un’aura esotica e universale allo stesso tempo.

Si legge nella terza di copertina: «Siamo nella prima metà degli anni Settanta del secolo scorso. Georges Pompidou è presidente della Repubblica e Raymond Poulidor tenta per l’ennesima volta di vincere il Tour. Al terzo piano di un palazzo al numero 15 di Rue Saint-Vincent, sulla collina di Montmartre nel diciottesimo arrondissement di Parigi, abitano Marguerite, una bambina tormentata soprattutto dalla domanda: perché i grandi si ostinano a fare sempre tutto il contrario di quello che renderebbe felice i bambini? e Babette, una misteriosa e solitaria signora anziana che ogni sera, dalle sei alle otto, suona il pianoforte. Sono loro, costantemente alternate, le voci narranti di questa toccante storia di traumi e silenzi, di ribellione e insofferenza, di opaca quotidianità e angoscianti paure. È la storia di due donne, Babette e la madre di Marguerite che, trent’anni dopo la guerra, portano dentro di sé, inespressi e inesprimibili, gli orrori di quegli anni che hanno segnato in maniera funesta la loro vita. Ed è contro il loro silenzio che s’infrange per lungo tempo la voglia di vivere di Marguerite. Solo la musica riesce a spezzarlo. Ma è l’ostinata caparbietà della piccola ribelle a portare alla luce segreti e paure e a far nascere nuove storie. Forse più serene, perché “basta così poco, davvero così poco, per essere felici”.

In definitiva “I fiori di Parigi” è un perfetto romanzo-strenna, da non perdere.

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