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Giulio Tremonti e il “Federalismo Patrimoniale”. Il “regalo” del ministro: Terra Murata al Comune di Procida

Fonte: ilgolfo.it

di Sebastiano Cultrera | Procida – Il ministro Giulio Tremonti a Procida ha preso un bel premio ma, forse, ci ha fatto un regalo molto più grande. Probabilmente al fine di rilanciare anche al Sud gli effetti benèfici del Federalismo (per adesso fiscale) ha annunciato la contemporanea volontà di un “Federalismo Patrimoniale”: restituire, cioè, una serie di beni del Demanio (sopratutto immobili di una certa importanza) ai territori di origine cedendoli agli Enti Locali. Lo straordinario complesso immobiliare pubblico a Terra Murata potrebbe, quindi, e a breve, entrare nella disponibilità del Comune di Procida. Tremonti ha, tra l’altro, argomentato ampiamente e con consueta arguzia tale circostanza.

Oltre a grandi risonanze di stampa, anche ProcidaTv ha documentato questi passaggi che tra qualche giorno saranno sempre visibili su www.procida.tv oppure su youtube procidatv. Ora c’è già qualcosa! Quei beni furono dei D’Avalos, poi dei Borbone, del Regno d’Italia e poi della Repubblica Italiana (che costruì anche il “Carcere Nuovo”): adesso, finalmente, saranno restituiti alla comunità isolana. Che dovrà tuttavia, meritarseli, nel senso di sapere produrre un piano economico serio ed una ipotesi di vera produttività. Ma soprattutto l’isola tutta dovrà agire con la consapevolezza che si è veramente davanti all’ultima grande occasione per riscattare la propria storia di grande protagonismo economico, vivacissimo per almeno tre secoli e sopitosi lungo il Novecento.

Ma, siccome a fronte di questo enorme “regalo” saranno verosimilmente “tagliati” alcuni trasferimenti di fondi annuali ai Comuni, bisogna stare molto attenti: siamo infatti davanti ad un bivio. Possiamo, con un buon intervento, rilanciare l’Azienda Comune e la economia procidana e possiamo, con un cattivo intervento, finire, senza appello, dentro disastri economici; e affossando per sempre il futuro economico dell’isola di Procida. L’isola di Procida, la sua classe dirigente, i procidani tutti che vivono a Procida o lontano da essa, i visitatori illustri e meno illustri che amano quest’isola sono quindi avvisati: il momento è decisivo, siamo davanti a scelte definitive, o quanto meno, storicamente determinanti.

Qui si parrà la nostra nobilitateá e la capacità della classe dirigente e politica dell’isola! “Per fare diventare realtà i sogni ci vuole fatica, passione, impegno” ha detto a proposito di ciò Tremonti. Certo, pur non volendo parlare (almeno in questo contesto, ma ce ne sarebbe da direá) di Sepa (che si riferisce ad un servizio pubblico essenziale) e del Parco Letterario (iniziativa culturale nel senso stretto) , dove il ruolo del Comune non ha , obiettivamente, brillato, l’altro esempio simile a quello di Terra Murata è il Porto Turistico di Marina Grande.

Tale esperienza non lascia ben sperare rispetto alla capacità “imprenditoriale” del Comune di Procida e degli Enti Pubblici (Regione Campania in testa) a vario titolo coinvolti. Ma su questo argomento è bene , stavolta, essere chiari dall’inizio. Il problema non è (solamente) di personale politico . Ovvero lo è in senso lato: la politica deve fare la politica : deve cioè programmare, immaginare e , se del caso, creare il futuro, non occuparsi degli straordinari dei dipendenti delle partecipate o dei turni di lavoro o delle forniture più spicciole. Se anche al Comune di Procida , mettiamo fra un anno e mezzo, venisse eletto Bill Gates come Sindaco, temo che si abituerebbe subito all’andazzo e, sarebbe travolto dalle richieste spicce dei cittadini alle quali , spesso, non si riesce a dare risposta (anche perché talvolta non è possibile) e si contrabbandano piccoli privilegi (permessi, straordinari, prebende) come favori politici; creando inefficienza , non solo nella macchina comunale ( il che è, diciamo, endemico) ma ( ed è ciò che è grave e ci riguarda) nelle aziende partecipate e in quelle di rilevanza economica , come il Porto Turistico.

Non voglio avventurarmi in indagini sociologiche ed evito il tema se questo andazzo sia imputabile al malcostume dei cittadini o a malafede o , più probabilmente, pigrizia, degli amministratori. Il fatto è questo: gli Enti Locali, e, nel nostro caso il Comune di Procida non possono e non debbono entrare nella gestione di fenomeni economici rilevanti. Se aggiungiamo, inoltre, che, con tutto l’affetto, attualmente, il Comune e la Regione non sono gestiti né da Bill Gates né dal management di Microsoft, il quadro è ancora più chiaro: si lavori affinchè l’Ente locale abbia tutto il ruolo dovuto in termini di programmazione e di controllo, si faccia in modo (ma sul serio, non sulla carta) che il Comune di Procida ricavi dal complesso di Terra Murata (in quanto proprietario) un flusso finanziario sufficiente ad adempiere ai suoi scopi istituzionali, ma, per carità, stiano alla larga dalla gestione, in qualunque ruolo, del complesso di Terra Murata! Ma gestione di cosa?

Di cosa parliamo quando immaginiamo uno sviluppo economico di questo complesso? Questo argomento merita un approfondimento a parte ma dico subito che , anche e soprattutto su ciò è indispensabile (pena il fallimento di tutta l’operazione) aprire con tutte le forze sane dell’isola e fuori dell’isola interessate, un dibattito franco e alla luce del sole. Abbiamo notizia che anche ProcidaTV propone qualcosa del genere sul suo Forum e sul blog appositamente costruito di servizio al dibattito terramurata.blogspot.com e che, a breve sarà ripreso nel video Blog “Gli incontri della bussola”. La necessità di un ampio coinvolgimento è stata infatti, sollecitata dal Sottosegretario all’Economia on. Nicola Cosentino che, assumendo la cabina di regia dell’operazione Terra Murata, ritiene di voler coinvolgere, in fase di programmazione e di start up, tutti gli enti territoriali a partire dalla Regione Campania. Per lui sabato scorso è stato un giorno positivo: è stato clamorosamente scagionato da accuse infamanti di “pentiti” pilotati (alla Enzo Tortora, per capirci), ha incassato la solidarietà dei vertici della PDL e, quella diretta, del ministro Tremonti, ed è riuscito, con tranquillità a lavorare, dietro le quinte (non ha neanche dato un premio, infatti) anche un po’ per Procida, a disegnare un futuro a Terra Murata, complesso importante per il rilancio dell’economia del Golfo di Napoli e della Campania.

La strada è, quindi, quella del dibattito aperto, trasparente e, se possibile costruttivo. Certo, bisognerà snidare portatori di interessi di parte, che talvolta possono essere legittimi e gestibili, talvolta sono in contrasto con gli interessi , prevalenti, della comunità. Ma ciò è il sale della dinamica politica. Quelli che sarà difficile gestire saranno, purtroppo, i signori “alla Dostojevkj” (parafrasando Tremonti) che inventeranno appelli, proclami e proteste varie al fine unico di non far nulla o, peggio, di mortificare la naturale vocazione dell’isola ad avere (di nuovo) un ruolo economico al centro del Mediterraneo. Magari, in alcuni momenti questi riescono ad acquisire consenso, alla lunga le chiacchiere sono perdenti: CONTERANNO I FATTI!

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