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Gli smemorati di Collegno

Di Michele Romano

La nostra attenzione si è soffermata sul libro di Ernesto Galli della Loggia “L’aula vuota – Come l’Italia ha distrutto la sua scuola”. L’illustre autore, tra le tante preziose notizie, mette in evidenza come l’insegnamento della storia, espulso completamente dai banchi di scuola, diventa la dimensione più tragica del disfacimento, della decomposizione del nostro sistema socio-educativo. D’altra parte, in tal senso, il segnale forte e deprimente l’abbiamo ricevuto dagli ultimi esami di maturità in cui, utilizzando un termine calcistico, la memoria storica non si trova neanche in tribuna, ma viene dimenticata ed abbandonata fuori dallo stadio, dall’agorà.

Si può dire che siamo entrati nel cuore delle tenebre dove, come dice Hegel, tutte le vacche sono nere perché la patologia dell’Alzheimer avanza, in modo invasivo, nella nostra collettività, colpendo senza risparmiare alcuno, dalla verde età a quella più grigia e canuta. Ciò è allarmante e disastroso proprio nel momento in cui sul nostro Paese si stanno ripresentando, come avvoltoi, gli spettri neri, virulenti ed odiosi che hanno deturpato, devastato un significativo e alquanto lungo spazio temporale del Novecento.

Infatti, l’importanza della storia consiste nel fatto che ti fa apprezzare e comprendere, come ci hanno insegnato gli studiosi, da una parte di essere nani sulle spalle di giganti, dall’altra, come evitare genocidi presenti e futuri. Ecco perché ci spaventa la presenza sui social media di una moltitudine di “ora io e basta” azzerando il passato con una iconoclastica mancanza di una autentica prospettiva futura. Su ciò il filosofo De Santillana lancia un monito: chi non ricorda ed annulla il passato tende a riportare sulla scenografia della vita umana gli aspetti, le forme più aspre e terribili degli accadimenti, degli eventi succedutosi nel tempo trascorso.

E’ totalmente acclarato che l’ignoranza sulla storia sta assumendo una dimensione dirompente nella nostra società tanto da sperimentare la riproduzione, l’espandersi della fenomenologia populista, nazionalista, sovranista che con immani e atroci tragedie hanno straziato l’esistenza di una moltitudine di persone. Infatti, come giustamente dice Roberto de Simone, la sindrome “Tabula rasa” di leibniziana memoria, sta diventando, sempre di più, modo omogeneo, dalla nostra polis micaelica allo Stato nella sua complessità, il modello di comunicazione del potere che conduce a cancellare ciò che accade il giorno prima. E le conseguenze che oggi la memoria non si trova in giro tanto da assumere tutti la morfologia di “smemorati di Collegno”.

E’ tempo che la scuola si riappropri della sua dignità didattica a 360° e prenda il posto in prima fila accanto alla mobilitazione civile per evitare l’atto delittuoso di cancellare la storia passata.

Partendo dalla centralità della testimonianza storica nella quotidianità del nostro vivere, entriamo nei meandri della piccola e cara comunità di cui siamo figli, per unirci all’immenso dolore delle famiglie dei due valorosi giovani sulle orme di Ulisse, Salvatore Casalnuovo e Silvio Gentile, venuti a mancare in modo immaturo e lacerante, nel loro peregrinare, da gente di mare, in luoghi lontani dai loro cari, Florida e Spagna. E qui la memoria storica può essere di conforto con un percorso misericordioso da esprimere in questo modo: il soffrire passa, l’aver sofferto non passa tanto da spingere a costruire un futuro migliore.

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3 commenti

  1. AL dott. Michele Romano rammentiamo che oltre alla memoria storica collettiva resta attiva, l’interpretazione più o meno celebrativa d’ogni episodio che, sempre rappresentato di parte, interpreta la storia come non effettivamente fedele agli accadimenti umani ma, piuttosto romanzata a proprio modo e maniera .
    Se ne deduce che il lettore dovrebbe analizzare volta per volta le intenzioni e le manifestazioni reali d’ogni episodio accaduto che, non di rado viene poi sconfessato da posteriori critici letterarii di turno . L’obbiettività e, l’osservazione d’ogni relativo contesto, manca talmente ed in modo così evidenziato che, persino nei libri scolastici intere sezioni di critica storica vengono riprogettate a seconda delle interpretazioni correnti in essere . La storia e la conseguente storiografia andrebbero riviste e riformulate in modo sistematico, attinente alle novelle scoperte e ai necessari aggiornamenti che, caratterizzano ogni nuova epoca escludendo o riformulando adeguatamente i concetti esposti e l’interpretazione aggiornata degli stessi .

    • Piera, certamente siamo sempre soggetti all’interpretazione, che poi è figlia del momento storico nel quale viene fatta. Sarei anche d’accordo nel rivisitare la storiografia, tuttavia ho il forte timore, che oggi possa esserci ancor meno obiettività rispetto al passato. In ogni modo, per quanto non del tutto fedele, perdere, accantonare, la memoria storica, ci fa perdere la capacità d’analisi, comprendere meglio le possibili evoluzioni del mondo moderno, e come provare ad evitare i disastri che anche in questi giorni stiamo vivendo! Evviva la Storia!

  2. Annarosariameglio

    CARO MICHELE come sempre vai direttamente alla cosa importante come è la Scuola! Come ben sai chi ci governa fa tagli proprio li sulla scuola bene inestimabile per la formazione di ogni singolo uomo dei studenti che per noi sono il futuro gia” precario in tante cose ,be affidiamoci al nostro Dio solo lui potra” aiutarci ,perché”noi abbiamo fallito.

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