Il 2 dicembre è una giornata importante anche per Procida

di Michele Romano

Il 2 dicembre 2012 rappresenta un importante “redde rationem” tra chi vuole dare voce all’Italia che cambia e sfidare gli apparati e chi propone l’usato sicuro, espressione di una parte che non osa dirlo ma, in realtà, non ha davvero voglia di cambiare perché si illude di sentirsi tutelati dal sistema e che, quantunque scontenti, non sono interessati a cambiare troppo le cose. In tal senso bisogna dare atto al Sindaco di Firenze che non è andato alla scalata del suo partito ma l’ha sfidato saltando passaggi, accelerando, aggirando la struttura burocratica dell’organismo dirigente, rischiando coraggiosamente. Tale impostazione l’ha condotto a far emergere quell’ampia parte del Paese che possiede forze e idee ma che il sistema ha sempre bloccato o disinnescato, annullando ogni fiato di voce. Così queste persone hanno acquisito la consapevolezza che la nostra terra non va riformata ma rifondata con gente nuova e idee nuove, frantumando tutta una rete di privilegi e rimettendo in circolo energie vitali intatte e menti libere. E quale momento migliore come quello attuale dopo il disastro berlusconiano.

Certamente Renzi porta con sé i pregi e i difetti di questa Italia perché da una parte riporta a una matrice di sinistra nella tutela dei deboli, la lotta ai privilegi, la centralità dell’educazione, la difesa dei diritti, la pretesa di una vera giustizia sociale, dall’altra parte meno di sinistra appare quando allinea idee e soluzioni (rapporti con la finanza, per esempio). Ma, chi è senza colpa su questo terreno, scagli la prima pietra!

Per di più tali argomenti costituiscono “un mare aperto” in cui, al di là delle etichette, esistono soluzioni che migliorano la vita dei cittadini così come altre che non lo fanno. Detto ciò, visto che le contraddizioni sono permanenti nelle condizioni della natura dell’essere umano, la storia ci pone davanti ad una scelta impellente domenica prossima, in special modo per noi di sinistra, tra il volere qualcosa di più blando, limitandosi a migliorare un po’ il Mondo, a fare un po’ di pulizia o il credere che si possa cambiare il Paese profondamente, usando bene la politica e non facendone a meno, visto che l’antipolitica è nell’anticamera. Qui basta citare una persona non sospetta come il neo Governatore della Sicilia che definisce la nostra classe politica un’accozzaglia di morti viventi.

Infine mi auguro che anche Procida, soprattutto quella progressista, esca dalla sua dimensione di tartaruga assopita e dia il suo contributo al cambiamento e alla rifondazione del nostro Paese.

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