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Il cordoglio delle istituzioni per la morte del prof. Sebastiano Tusa

PROCIDA – C’è anche Sebastiano Tusa, assessore ai Beni culturali della Regione Sicilia, nonché archeologo di fama mondiale e professore presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, tra le otto vittime italiane coinvolte nel tragico incidente aereo del Boeing 737,della compagnia “Ethiopian Airlines”, schiantatosi poco dopo il decollo da Addis Abeba. Nella lista dei passeggeri nessun superstite, questo quanto ha affermato lo stesso governo del Kenya, spiegando che «non ci sono sopravvissuti tra i 157 passeggeri, di 33 nazionalità diverse».

Forte è stata la commozione sull’isola in quanto Sebastiano Tusa era molto legato a Procida non solo perché, negli ultimi anni, è stato componente della giuria del “Premio Procida, isola di Arturo Elsa Morante” nonché relatore in importanti convegni, ma anche per aver effettuato gli scavi nel 1975, insieme al prof. Massimiliano Marazzi, sull’isolotto di Vivara.

Tante le manifestazioni di cordoglio pervenute dall’isola di Graziella a partire dal primo cittadino Raimondo Ambrosino: «La tragedia aerea di Etiopia – dice il Sindaco – ha coinvolto anche il prof. Sebastiano Tusa, appassionato e grande esperto di archeologia.  L’ultima volta l’ho incontrato di persona un anno fa, a Monte di Procida, dove con grande capacità di coinvolgimento ci raccontava come i popoli mediterranei solcano i mari da almeno quaranta secoli. Era stato nel gruppo di lavoro che negli anni ’90 aveva approfondito gli studi sulla presenza dei Micenei a Vivara, nel XV secolo A.C.  Negli ultimi tempi ha collaborato con il Comune di Procida facendo parte della sezione “mare” del Premio Elsa Morante e contribuendo ad istituire “Maretica”. Il nostro sentito cordoglio alla sua famiglia e a tutti i congiunti delle vittime della tragedia aerea».

Profondo cordoglio è stato espresso anche da Antonio Carannante, assessore a Vivara:  «Visse a Procida gli inizi della sua carriera quando negli anni 70, insieme al Prof. Marazzi, era uno degli archeologi che lavoravano agli scavi di Vivara. Negli anni – sottolinea Carannante – si era costruito un solido legame con l’Isola a cui, nel tempo, nonostante i tanti impegni e i numerosi progetti a cui lavorava senza sosta, non ha mai fatto mancare la sua presenza partecipando alle numerose iniziative culturali.  Appena eletto lo conobbi nella Cappella della Purità a Terra Murata durante un convegno di archeologia subacquea. Ricordo che rimasi incuriosito dai suoi occhiali grossi e tondi e dalla sua grande empatia. Subito ci entusiasmammo per dare forza a quelle meravigliose attività di ricerca.

In particolare, come Assessore delegato, tengo a ricordare la sua colta presenza nelle scuole estive di Archeologia che si tengono annualmente a Procida, così come il suo contributo al nuovo progetto di archeologia subacquea nato per restituire alla comunità procidana le tracce dell’antico porto Miceneo nel golfo di Genito. Mi piace inoltre ricordare la sua appassionata collaborazione anche per la realizzazione del nascente Museo Civico di Procida. Ci mancherà – conclude l’assessore Carannante – ma il suo lavoro continuerà a vivere. Ce la metteremo tutta per dare il nostro contributo per realizzare i suoi progetti».

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