Il “Decreto Scuola” diventa Legge

PROCIDA – Nella mattina di ieri, quasi sul filo di lana, infatti il termine ultimo era fissato per domenica 7 Giugno, il “Decreto Scuola”, è diventato legge. Così, dopo Giuseppe Fioroni (2006), Mariastella Gelmini (2008), Stefania Giannini (2015), Valeria Fedeli (2016), in questo 2020 con la Ministra Lucia Azzolina, l’organizzazione della scuola italiana viene rimodulata per molti aspetti, a partire dagli esami di Stato, a nuovi poteri ai Sindaci per lavori di adeguamento delle strutture scolastiche, al reclutamento del personale docente. I punti salienti della nuova Legge sono:

Esami di Stato e valutazione finale degli alunni: L’esame di Stato del I ciclo coincide con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Per il II ciclo è prevista la sola prova orale in presenza;

Valutazione nella scuola primaria: Tornano i giudizi descrittivi al posto dei voti in decimi.

La novità sarà reintrodotta dal prossimo anno scolastico;

Tutele per gli alunni con disabilità: I dirigenti scolastici, sulla “base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità”, tenuto conto della particolarità di questo anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro per l’inclusione della loro scuola, potranno consentire “la reiscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico 2019/2020”. Questo consentirà di recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l’autonomia, stabiliti nel Piano educativo individualizzato;

Privatisti, per chi fa l’Esame a settembre: Per i candidati privatisti che dovranno sostenere l’Esame del II ciclo nella sessione straordinaria di settembre, in attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle Università, istituzioni dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma. Potranno partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado;

Edilizia scolastica, poteri speciali ai Sindaci: Fino al 31 dicembre 2020 i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali circa interventi di edilizia scolastica: Gli Enti locali dovrebbero poter svolgere gli interventi più rapidamente e in tempi utili per l’avvio del prossimo anno scolastico;

Precari, come cambia il concorso straordinario: Il concorso straordinario per l’ingresso nella Scuola secondaria di I e II grado prevede che i docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Ai vincitori di concorso immessi in ruolo nel 2021/2022 che rientrano nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021 sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del contratto, anche ai fini dell’anzianità, dal 1° settembre 2020;

Supplenti, le graduatorie diventano provinciali e digitali: Le graduatorie dei supplenti saranno aggiornate, ma anche provincializzate e digitalizzate. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli Uffici territoriali del Ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà informatizzata.

Al via il Tavolo sui percorsi abilitanti: È prevista l’istituzione di un apposito Tavolo di confronto per avviare “con periodicità percorsi abilitanti” e fare chiarezza sul percorso per diventare insegnanti, consentendo così anche ai giovani neo-laureati un percorso di accesso all’insegnamento “caratterizzato da una formazione adeguata”.

Intanto, domani Lunedì 8 Giugno, migliaia di lavoratori del comparto, aderendo allo sciopero indetto da Cgil Cisl, Uil, Snals e Gilda scenderanno nelle piazze di centinaia di città per chiedere di ripartire insieme e in sicurezza e per manifestare il proprio disappunto circa le scelte del Ministro dell’Istruzione. “Da Marzo ad oggi – sottolinea Roberta Vannini, Responsabile territoriale Uil Scuola Napoli Area Flegrea – siamo passati dall’“andrà tutto bene” al “niente sarà come prima”. Speravamo che questo valesse anche per la Scuola. Ci saremmo aspettati che dal dramma della pandemia potesse scaturire l’opportunità di rendere il sistema scolastico più efficiente ed efficace, invece NO, restiamo la Cenerentola del paese”.

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