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Il labirinto dell’ambizione

Di Michele Romano

L’antica saggezza orientale si esprime così: “Chi fa grandi passi, lascia grandi spazi vuoti, tanto da lasciare campo libero alla desertificazione”. Cosa vuole indicare? Che il desiderio assiduo, egocentrico di affermarsi, di distinguersi, di espandersi oltre misura, se non trova un punto di fermata, espone l’individuo coinvolto, dopo aver dissolto verità ed integrità, ad una caduta rovinosa. Tanti esempi, in tal senso, succedutesi, nel corso delle vicende umane, continuano, ostinatamente, a non offrire utili insegnamenti. Probabilmente, dipende dal fatto, che la tipologia dell’ambizione, racchiude in sé, la raffigurazione di un padrone spietato, che educa i propri seguaci a dimenticare, ad ignorare, facilmente il buon senso, come ancora di salvezza. D’altra parte, ad avvitare su se stessa la persona ambiziosa, c’è un ulteriore componente: L’IMPAZIENZA. Infatti, chi ha fretta di diventare famoso, ricco, potente, si dirige verso scorciatoie, mettendo sotto i piedi, il vero, e lastricando il suo percorso di innumerevoli falsità. Basta osservare il proprio vissuto quotidiano, per incrociarsi con soggetti che corrono così veloci, metaforicamente parlando, sulla superficie dell’acqua, da non affondare, almeno in un arco limitato di tempo. A ciò, si aggiunge la costanza nel deformare i fatti, per nascondere i vantaggi che si godono indebitamente. Ci troviamo, davanti a un procedere ad altissimo rischio, in cui l’aggressività ambiziosa, prima si appoggia sugli altri, per essere agevolato nei momenti critici, poi, superati tali condizioni, riprendendo, a marce forzate, l’ascesa, che lascia indietro le amicizie acquisite tanto da trasformarle in feroci inimicizie. A tal proposito, il più grande storico dell’Impero Romano, Tacito, lanciava un monito di enorme attualità: “Chi punta ai vertici del comando, con tale, tossica ansia da prestazione, non possiede alternative, tra il massimo successo e la completa rovina.” Cosa vuol dire? Che tali individui, diventano, dei saprofiti che divorano tutto, dalla sincerità alla fiducia, e altro, tanto che alla fine consumano anche se stessi. Possiamo dire che nella società odierna, accanto al tragico assalto del Coronavirus, siamo drammaticamente avvolti nella pandemia di tale selvaggia ambiziosità.

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Un commento

  1. La massima umiltà corrisponde al massimo livello di civiltà . Così che i traguardi raggiunti da ogni personaggio politico o storico, dovrebbero rappresentare per ogni candidato ciò che di “dovere” possa egli ottenere da se stesso o da chi lo elegge . Ogni protagonista degno di questa specie, dovrebbe ricordare a se stesso ma, soprattutto a chi lo ascolta e vota, l’umile e solitaria condizione di partenza da cui e per cui ha lottato e vinto !
    Ciò sarebbe d’insegnamento e monito per chi raggira se stesso e l’elettorato, con disegni ambiziosi ma di fatto inconcludenti !! .
    Vi trascrivo un personale commento in proposito da me compilato i tempi non sospetti : IL POTERE………………di rotellapiera@tim.it
    IL uPOTERE PREVARICATIVO E CORROTTO, SI MANIFESTA IN MANIERA SOTTILE MA PERCEPIBILE; DETERMINA CANCEROSI SOCIALE
    ED E’ PRESENTE IN OGNI CONTESTO COMUNITARIO DEMOCRATICO O TOTALITARIO .
    IN REGIME TOTALITARIO E’ IMPOSTO ATTRAVERSO CONDIZIONAMENTI DI TIPO DITTATORIALE CHE, FUNGONO DA DETERRENTE
    PER OGNI DISOBBEDIENZA E INTRAPRENDENZA DEL SINGOLO . IN QUELLO DEMOCRATICO SI INSINUA SUBDOLAMENTE, NELLE AMBIGUITA’ GESTIONALI E DI COORDINAMENTO D’OGNI DISPOSIZIONE COSIDETTA “COSTITUZIONALE”.
    IL POTERE SI AVVALE D’OGNI FORMA DI COMUNICAZIONE; PERVADE OGNI AVVENIMENTO DI PUBBLICO INTERESSE,
    PER UNO STATO DI REALE SOGGEZIONE E SUGGESTIONE DIRETTA SUI COMPONENTI D’OGNI COLLETTIVITA’;
    ESPRESSIONE D’UNA AMMINISTRAZIONE INCAPACE PER UN CITTADINO SCARSAMENTE PARTECIPE,
    CHE ASSUME RILEVANZA SOLTANTO MARGINALE PUR SE “CONTRIBUTIVA” AI COSIDETTI ONERI SOCIALI .
    IN MODO PERMANENTE, CON METODOLOGIE ILLECITE E RICATTI BUROCRATICI; ESCLUDE INDAGINI
    DA QUALSIVOGLIA AVVERSA VERIFICA O ANALISI, PER EVENTUALI RICAVATI D’ OGNI LEGGITTIMO RISARCIMENTO O RISCATTO .

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