Razzismo
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Il pianeta e il rigurgito razzista

Di Giacomo Retaggio

C’è una battuta di Woody Allen che mi fa morire ed è questa “ogni volta che sento la musica di Wagner mi vien voglia di invadere la Polonia”, a ricordo dell’invasione tedesca di quella nazione nel settembre del ’39, riconoscendo  alla musica wagneriana il ruolo di colonna sonora del regime nazista e delle sue avventure militari. Se questo sia vero o falso io non sono in grado di dirlo, a parte che si tratta di una musica bellissima, tutta incentrata però sulla mitologia nordica e sulla non troppo celata asserzione della superiorità della razza tedesca. Era ovvio che il regime nazista se ne dovesse impossessare e farne un supposto ideologico per le sue battaglie in favore della razza ariana e del suo vangelo razzista. A dimostrazione di ciò le cronache del tempo narrano di sale da concerto berlinesi affollate di gerarchi del regime che si beavano ad ascoltare la musica ed il canto dei vari Sigfrido, Tristano, Parsifal ed altri che si esibivano sotto la guida dei migliori direttori del momento,  anch’essi  calati nel clima ideologico del regime al punto che dopo la guerra a parecchi fu loro fu vietato di dirigere negli Stati Uniti perché accusati di collaborazionismo con il regime. D’altra parte anche noi Italiani consideriamo la musica di Verdi la colonna sonora del nostro Risorgimento. I Tedeschi erano così convinti della superiorità della loro razza che quando con l’operazione “Barbarossa”invasero la Russia, alla ricerca dello “spazio vitale” per il popolo germanico, stabilirono che per ogni tedesco ucciso bisognava ammazzare cinquanta o in alcune zone, addirittura cento Russi perché erano considerati sub-umani. Fummo più fortunati noi italiani qualche anno dopo a Roma, in occasione dell’attentato di via Rasella , perché i tedeschi decisero di ammazzare “solo” 10 italiani ogni tedesco ucciso e ne conteggiarono 300. Però ne ammazzarono 335 perché furono sbagliati i conti… forse perché non avevano la calcolatrice. Molti di voi che leggete vi chiederete dove voglio andare a parare con questi discorsi. Presto detto! C’è un rigurgito razzista al livello planetario che non si vedeva da diversi anni ma che probabilmente covava sotto cenere. Si è cominciato in America, con l’assassinio di un nero da parte di un poliziotto e a macchia d’olio si è esteso in varie parti del mondo. Sembra un movimento antico, ma è quanto mai attuale, anche se affonda le sue radici in tempi lontani. Si compiono nella furia devastatrice di questi manifestanti azioni a dir poco sconcertanti come ad esempio la mutilazione di squadre di personaggi ritenuti razzisti e schiavisti, considerando tale anche il romanzo “Via col vento”.Anche la statua di Colombo è stata fatto segno di violenza e anche quella di Winston Churchill. Coloro che protestano hanno ragione in virtù di un principio di uguaglianza tra gli uomini mai del tutto realizzato. Il razzismo è un fenomeno antico che si può dire nasce insieme all’uomo. E non si può dire che nel metterlo in atto ci sia un popolo più colpevole o meno colpevole. Il razzismo è un fenomeno planetario che investe,come abbiamo detto, tutte le epoche storiche, anche quando la chiesa cattolica deteneva il governo di  quasi tutta l’umanità. Anche allora gli ebrei erano fortemente discriminati sempre in base al concetto che erano stati gli assassini di Cristo. Anche Lutero nella sua riforma non salvò gli ebrei, anzi li discriminò ancora di più. Essi venivano accusati di atrocità, di ammazzare i bambini come segno di sacrificio per rievocare l’uccisione di Gesù. Questi misfatti non furono mai provati ma servirono come alibi per infierire contro questo popolo. Fu proprio la chiesa cattolica che istituì i famosi “ghetti” nelle varie città, dove dovevano vivere gli ebrei separati dagli altri abitanti. Queste realtà furono nel corso dei secoli le basi che portarono all’ideologia nazista che preventivava l’annientamento finale, la famosa “soluzione finale”, del popolo ebraico. Si auspicavano nazioni libere da ogni realtà ebraica e tale fatto si osannava come un successo. C’è anche qualche episodio divertente: basti vedere il duetto tra il marchese del Grillo, Alberto Sordi, e il falegname Aronne,ebreo, che non riesce a farsi pagare il lavoro fatto per il marchese. Al povero falegname esterrefatto replica il marchese: “Tu sei ebreo, i tuoi antenati hanno messo in croce Gesù Cristo, posso essere ancora un poco incazzato per questo fatto?” e lo caccia via senza pagarlo. Questo modo di pensare si è trasmesso nei secoli in tutti i popoli, fino ad arrivare all’esplosione antisemitica nazista. Del furore razzista scoppiato in America, manco a farlo apposta in occasione della pandemia da Coronavirus, si sono subito appropriati alcuni elementi nostrani che su Facebook hanno scritto proprio in questi giorni ”Perché non decapitiamo anche le statue di Vittorio Emanuele II, di Cavour e di Garibaldi?”. Sembra una barzelletta, ma non lo è. C’è qualche speranza che con l’andare del tempo il razzismo scompaia o quanto meno si attenui molto? Non lo so, ma certo che molto dipende da noi e dalla volontà che ci mettiamo nel farlo. Sarà possibile, saremo abbastanza maturi per farlo?

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