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Il racconto della settimana europea per la riduzione dei rifiuti 2009 a Procida

Tra il 21 e il 29 Novembre si è svolta la “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti”, un evento collettivo nato nell’ambito del programma LIFE+ della CE, a cui ha partecipato anche l’Italia, oltre a Francia, Belgio, Spagna, Portogallo e Gran Bretagna.

Lo scopo preposto è stato quello di cercare di mobilitare il maggior numero di persone possibile nell’ambito di iniziative decentralizzate, con l’intento di promuovere azioni vertenti intorno a quattro tematiche principali: produzione di materia eco compatibile, consumo attento e responsabile, minore spreco di rifiuti e maggiore vita degli oggetti, partendo dalla presa di coscienza che il problema dell’eccessiva quantità di rifiuti che danneggia le nostre città e le nostre campagne si può risolvere solo attraverso la riduzione degli stessi, alla fonte, prima ancora di pensare al loro smaltimento e riutilizzo, dal momento che non tutti sono comunque riciclabili o biodegradabili.

A raccogliere l’appello, essendo l’adesione libera ed aperta a tutti, è stata anche la nostra isola, tramite l’impegno di alcuni volenterosi cittadini che si sono prodigati nel tentativo quantomeno di avviare una campagna di sensibilizzazione, attraverso piccole iniziative, nella speranza di riuscire a piantare un piccolo seme per la nascita e crescita di una nuova mentalità più rispettosa del territorio in cui viviamo e dell’ambiente in generale. In particolare esse hanno riguardato il coinvolgimento di scuole e servizi commerciali, oltre che delle associazioni di categoria.

Un interessante e coinvolgente lavoro è stato svolto in alcune classi della scuola media Capraro, attraverso la realizzazione di una ricerca sui vari elementi di cui è composto ogni oggetto per valutarne possibilità di riutilizzo e riciclo, la somministrazione ai ragazzi del quiz “dell’Impronta Ecologica”, ed infine la preparazione di una lettera per il dirigente scolastico affinché, per la mensa, possa prendere in considerazione la possibilità di usare piatti e posate riutilizzabili, salutandosi con l’idea di lavorare ad una proposta futura, ”Orto in Condotta”, consistente nel piantare piccoli ortaggi, verdure e fiori nello spazio verde adiacente la scuola, a cui il preside ha già dato parere favorevole.

Presso le scuole elementari alcune maestre hanno fatto disegnare ai piccoli allievi la propria impronta ecologica e proposto di preferire merendine fatte in casa o frutta a quelle contenute in imballaggi non riciclabili. Il plesso Chiaiolella ha posto maggiore attenzione su un’attenta e precisa raccolta differenziata.

Anche due classi del liceo scientifico sono state coinvolte tramite la proposizione di un “quiz ecologico”, pensato come spunto di scambio e riflessione sul tema, da cui è emerso come spesso ad una discreta informazione e sensibilità non corrispondano comportamenti altrettanto attenti, a causa soprattutto di “cattive” abitudini familiari inevitabilmente trasmesse ed acquisite.

Tra gli esercizi commerciali molti hanno aderito con entusiasmo e convinzione, esponendo la locandina dell’iniziativa e proponendo agli utenti di non richiedere le inquinanti buste in plastica, portando magari quelle di tela da casa, e di preferire la scelta di oggetti con imballaggi minori, riciclabili o biodegradabili. Il riscontro purtroppo non è stato quello auspicato, ma con pochi hanno aderito, soprattutto portando la shopper da casa. Per questi, se continueranno a mostrare la stessa

sensibilità e attenzione anche in futuro, è prevista l’assegnazione del quadrifoglio verde, un piccolo simbolo di appartenenza alla categoria di “cittadino virtuoso”, quale tentativo di stimolare ed incentivare sempre di più certi atteggiamenti. Alcune rivendite più sensibili hanno scelto come regalo da fare ai propri utenti per le festività natalizie proprio la shopper in stoffa o naylon.

La novità,in questo  piccolo inizio di gesti responsabili e  buone pratiche ce la testimoniano  una giovane famiglia di via Faro, Rosaria e Vincenzo,  che per il loro piccolo Andrea  hanno adottato i pannolini lavabili, ne sono entusiasti e sono disponibili a dare informazioni e suggerimenti a quanti ne fossero interessati. Noi vogliamo augurarci che sul nostro territorio  questa pratica metta solide radici di consapevolezza, nella quotidianetà di molti..

Insomma anche Procida ha fatto la sua parte, sperando che sia solo l’inizio di un percorso che ci porti alla consapevolezza che, come dimostra anche l’esito del vertice di Copenaghen, chiusosi in pratica con un nulla di fatto, se un cambiamento è possibile può partire solo dal basso, da ognuno di noi. Difficilmente qualcun altro lo farà al nostro posto ed in ballo c’è il futuro del Pianeta e di tutte le sue specie viventi.

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