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Ischia: Barriere architettoniche insormontabili per i diversamente abili

di Gennaro Savio

Sono anni che attraverso i nostri servizi giornalistici denunciamo il mancato abbattimento delle barriere architettoniche in molte zone del Comune di Ischia dove, per questo, il diritto alla mobilità dei diversamente abili viene vergognosamente calpestato. Nei giorni scorsi per testimoniare le difficoltà e spesso l’impossibilità di accedere e muoversi sui marciapiedi con una carrozzina, siamo stati in giro con Giuseppe Varchetta, per gli amici Peppe, un ischitano benvoluto da tutti il quale da anni è costretto su di una sedia a rotelle e la cui storia è la diretta testimonianza di come chiunque potrebbe prima o poi trovarsi a vivere la sua stessa condizione. Con Peppe è bastato percorrere appena circa quattrocento metri di strada nel centro storico per testimoniare le enormi difficoltà con cui è costretto quotidianamente a fare i conti chi si sposta in carrozzina. A partire da chi vuole accedere all’Ufficio Postale di via Alfredo De Luca dove per superare il “tornello” piazzato sul marciapiede bisogna essere un abile pilota e chi utilizza una carrozzina tradizionale, non elettrica, trova molte difficoltà e potrebbe essere persino impossibilitato a superare questa barriera così come ci ha detto lo stesso Peppe: assurdo!!! Quando è che Poste Italiane mette finalmente fine a questa situazione garantendo un accesso privo di difficoltà ai diversamente abili con l’apertura di un varco lineare largo almeno un metro? Possibile che residenti e turisti debbano trovare difficoltà persino per recarsi in un ufficio postale? Percorrendo via Alfredo De Luca, giunti nei pressi della scuola elementare “Guglielmo Marconi”, persino ai pochi attraversamenti pedonali dove sono presenti gli scivoli, è impossibile salire sul marciapiede a causa del dislivello che c’è sul selciato che provoca il vorticoso girare a vuoto della ruota posteriore della carrozzina. Proseguendo poi verso piazza degli Eroi bisogna fare i conti col selciato dissestato presente tra i marciapiedi e mancando lo scivolo al passaggio pedonale, si è costretti ad attraversare la strada lontano dalle strisce bianche: da non credere. Giunti poi nei pressi del pilomat, le grosse fioriere sistemate al lato della strada nascondono il cittadino che sopraggiungendo in carrozzina rischia di essere investito nel momento in cui si azzarda ad attraversare la strada. Ma la “corsa” ad ostacoli non finisce qui. Infatti per trovare uno scivolo e salire sul marciapiede di via Edgardo Cortese, l’arteria stradale che porta al corso Vittoria Colonna, bisogna camminare lungo la strada per svariati metri. E non è tutto. Infatti la presenza di pali della luce e di rocce disseminate lungo il suo percorso,  costringe chi è in carrozzina ad un pericoloso slalom tra alberi e fioriere. Ma la cosa più vergognosa è determinata dal fatto che dopo aver percorso l’intero marciapiede tra slalom e pericoli, giunti a pochi metri di distanza dallo scivolo, un palo della luce, come quelli posizionati anche su altri scivoli nel corso di lavori effettuati dall’attuale amministrazione comunale, blocca l’avanzare della carrozzina e Peppe è costretto a fare marcia indietro con tutti i pericoli che questo comporta: che vergogna!!! E così anche qui dove sono presenti gli scivoli sui marciapiedi, i diversamente abili con la loro carrozzina per raggiungere la piazzetta sono costretti a camminare per strada tra le auto in corsa: assurdo! E così come accade su via Alfredo De Luca, anche su via Sogliuzzo alcuni scivoli sono presenti ad “intermittenza”, da un lato ci sono e dall’altro no. “Camminare è molto difficoltoso – ci ha dichiarato Peppe Varchetta al termine del giro che abbiamo fatto – infatti molte volte anche dove c’è lo scivolo, salgo sul marciapiede e arrivato alla fine sono costretto a tornare indietro perché non si può scendere”. Dopo aver espresso tutta la sua amarezza per non potersi spostare in altri comuni dell’Isola a causa della mancanza di pedane su molti pullman del servizio pubblico, Peppe ci ha confessato cosa si prova quando ci si trova davanti ad una barriera architettonica non abbattuta. “L’amarezza è tanta e molte volte la frustrazione per non poter accedere perché ho la carrozzina per poter essere autonomo e uscire. Poi esco e trovo altre difficoltà. Cosa aggiungere. Girare con Peppe per le strade di Ischia e leggere amarezza e incredulità sul suo volto ogni qualvolta si trova impossibilitato a superare una barriera architettonica, mi ha profondamente addolorato e al tempo stesso mi ha dato gli stimoli giusti per portare avanti con maggiore forza e determinazione la battaglia a difesa del diritto alla mobilità dei diversamente abili. Sindaco Giosi Ferrandino e amministratori ischitani tutti che a parte i soliti proclami elettorali non avete mai mosso un dito per eliminare queste vergogne sociali che denuncio da anni, fareste proprio bene a procurarvi una carrozzina, a salirci sopra e a provare a percorrere le strade del nostro Comune. Chissà se oltre a provare disagio per le tante barriere presenti sulle nostre strade e per i pali della luce che proprio durante il vostro mandato sono stati piazzati sugli scivoli dei marciapiedi di via Edgardo Cortese, questo possa servire a rendervi sensibili verso una problematica che umilia i diversamente abili e calpesta vergognosamente il loro diritto alla mobilità. E’ ora di dire basta alle barriere architettoniche nel centro storico di Ischia e sulle strade dell’Isola, negli uffici pubblici e ovunque queste non siano state ancora eliminate. Le amministrazioni comunali isolane hanno il dovere umano e  morale, ancor prima che politico e istituzionale, di cominciare a portare profondo rispetto per i diversamente abili ancora vergognosamente umiliati nel loro inalienabile diritto alla mobilità calpestato dalla presenza di barriere architettoniche disseminate ovunque. Un ultimo appunto. Nel mentre ero intento a realizzare le riprese video di questo servizio giornalistico, ho filmato Peppe intento a raccogliere, nonostante le enormi difficoltà, la deiezione del suo cane che porta quotidianamente a passeggio. In un società come la nostra dove su questo tema spesso regna l’inciviltà dei più, la lodevole azione di Peppe rappresenta una vera e propria lezione di civiltà per i tanti normodotati che per strada non si degnano di raccogliere i bisogni dei loro amici a quattro zampe. Bravo Peppe, tutti noi abbiamo veramente bisogno di imparare molto dalla tua straordinaria civiltà e dalle tue immense doti umane.

 

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