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La parola d’ordine per il futuro di Procida è lavoro

la procida che vorreiA pochi giorni dal voto per le primarie de “La Procida che Vorrei” abbiamo avuto modo di incontrare Bartolomeo Scotto di Perta (per gli amici Barti), geometra libero professionista e attuale consigliere comunale di “Insieme per Procida”, un nome che alla vigilia era tra quelli dei “papabili” ma che poi ha preferito non essere della partita.

Prima di entrare nello specifiche delle “Primarie”, possiamo fare un riepilogo dell’esperienza di Consigliere Comunale che hai fatto tra le fila di “Insieme per Procida”?

Volendo tirare un po’ le somme posso senz’altro dire che fare il consigliere comunale  è stata ed è sicuramente una esperienza positiva, infatti mettersi  a disposizione degli altri donando il proprio impegno e la propria professionalità  gratuitamente è sicuramente il significato più alto che possiamo dare alla parola “Politica”.

Argomento “Primarie”: alla vigilia il tuo nome girava tra quelli dei possibili candidati. Era una ipotesi credibile? Se era credibile perché, poi, non si è concretizzata?

Si è vero  avevo valutato l’ipotesi di candidarmi, credo sia legittimo per un giovane che ha deciso di impegnarsi per l’isola avere delle aspirazioni, che si sono poi  concretizzate nello strumento delle primarie, che (piaccia o non piaccia) possono essere condivise o meno ma a mio parere sono il metodo più democratico, partecipativo e garantista che ci possa essere per la scelta di un futuro sindaco. Credo fortemente che  una piccola rivoluzione ideologica che venga dal basso debba passare attraverso la condivisione e la contaminazione delle idee, che sono l’unita di misura della riuscita di tale processo. Per quanto riguarda la mancata candidatura ti posso dire che i motivi che mi hanno fatto desistere sono soprattutto di carattere personale e familiare, infatti l’anno prossimo in concomitanza delle elezioni comunale diventerò padre per la seconda volte e, capirai benissimo che non si può trascurare la famiglia in momenti così importanti della vita. E per questo motivo ho deciso di essere prima di tutto un bravo papà. C’è stata anche una considerazione di carattere politico, in quanto credo che candidarsi alla poltrona di primo cittadino non sia uno scherzo, anche se la storia degli ultimi anni dice il contrario. In verità credo che nella vita ci siano delle tappe da rispettare e che due anni in consiglio comunale siano pochi, e  qualche altro sacco di farina mangiato mi faccia bene.

In termini di alleanze ti saresti mosso in maniera diversa dai tre attuali candidati?

In realtà penso che le alleanze come le chiami tu vadano fatte eventualmente dopo l’esito delle primarie, infatti a mio avviso, come nel calcio, prima si forma la squadra e poi si mettono i numeri sulle maglie. Sui tre candidati posso solo dire che stanno lavorando bene, cercando di portare l’acqua allo stesso mulino, andando ad attingere a fonti diverse.

Ed in termini programmatici?

Scusami se sono brusco, ma parlare di programmi forse ha un po’ stancato, soprattutto quando poi i programmi non si trasformano in azione amministrativa. Credo che la parola d’ordine debba essere lavoro,  inteso come creazione di opportunità soprattutto per i giovani, e non  come  la chimera del posto fisso che inesorabilmente grava sulle casse del comune, e se da un lato rende “ricche” poche famiglie, dall’altro rende più “povera” l’intera collettività.

La sensazione che si ha, al momento, è che il gruppo di “Insieme per Procida”, composto da sei Consiglieri Comunali, non sia troppo coinvolto. E’ una sensazione, oppure c’è del vero?

Non credo, anzi sono convinto che il gruppo di insieme per Procida, non solo riferito ai consiglieri comunali, ma all’intero movimento, si stia ricompattando, e che alla fine saremo più forti e uniti di prima.

Quale pensi sarà il tuo futuro politico?

Non so dirti quale sarà il mio futuro politico, posso sicuramente dirti che continuerò a dare il mio contributo per un cambiamento dell’attuale sistema di governare il paese.  Credo inoltre che in ogni caso siano gli elettori a decidere.

Pensi che dopo, qualsiasi sia il risultato del 20 e 21 dicembre prossimo, saranno necessarie le “Secondarie”?

Non penso assolutamente. Certo le primarie a Procida sono sicuramente una novità, e come tale  “ va sperimentata e non smontata”. In termini pratici credo che scegliere il candidato sindaco attraverso le primarie faccia risparmiare tempo in interminabili riunioni accese o meno, ma che in ogni caso sottraggono tempo alla pianificazione di un eventuale, spero, azione di governo. In realtà avevo proposto io in più occasioni  che dopo le primarie per la scelta del candidato sindaco, ci fossero le secondarie per la scelta di cinque canditati alla carica di consigliere comunale, in modo da innescare un ampia partecipazione e condivisione, e perché no fare anche un po’ di conti.

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