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La politica che verrà

Di Menico Scala

Nel giugno del 2015 molti procidani, dopo l’esito elettorale comunale, si auspicavano l’apertura di una nuova fase in quanto, in linea, anzi, forse anticipando quello che era il comune sentire dei cittadini italiani definitivamente manifestatosi nelle elezioni politiche della primavera del 2018, si decideva di dare fiducia ad una “nuova” classe dirigente a discapito di coloro che avevano amministrato e guidato il paese nel passato più o meno recente.

“La Procida che Vorrei” con il Sindaco Raimondo Ambrosino, ha quindi ricevuto il consenso e l’investitura necessaria per amministrare l’isola e dimostrare che, a differenza di “quelli di prima”, un’altra politica era possibile.

Per quanto ci riguarda, quando siamo già entrati da tempo nel quarto anno di amministrazione Ambrosino, abbiamo cercato di dimostrare giornalmente, e non per partito preso, quanto, non solo non ci sia stato alcun elemento di novità, ma la condizione generale del territorio, nonostante le decine di milioni di euro lasciti in dote da “quelli di prima”, su tante tematiche a partire dai trasporti marittimi e terrestri, alla sanità, all’urbanistica, alla scuola, isolotto di Vivara, Area Marina Protetta, ex struttura carceraria di Terra Murata, etc., sono notevolmente peggiorate.

A dare, purtroppo, conforto a questa valutazione il forte disagio dei cittadini i quali, disincantati dal “nuovo” e pur di fronte ad una politica partitica sempre meno rappresentativa, hanno iniziato una fase di coinvolgimento attraverso associazioni e movimenti dando vita, anche sull’isola di Procida, ad una partecipazione diretta alla politica, casomai su singoli argomenti, ma comunque interesse e partecipazione alla vita della comunità.

Da questo punto di vista  riteniamo indispensabile che anche la minoranza (minoranze) presente in Consiglio Comunale, che fino ad oggi, purtroppo, non ha trovato (probabilmente perché mai cercate) le coordinate giuste per dare la chiara fisionomia ad una ipotesi di alternativa politica territoriale, debba fare un passo in avanti, da un lato, recuperando le energie positive che nel passato recente si sono dedicate al paese, dall’altro, rendersi conto che il contesto in cui si opera (Procida, Campania, Italia, Europa) è cambiato e con esse sono mutate le condizioni, le esigenze e le rappresentanze delle stesse.

Dare forma e sostanza al comparto economico del turismo; dare dignità ai bisogni sanitari dei cittadini; fare un’azione sinergica e coordinata nel settore del trasporto terreste e marittimo; predisporre azioni in grado di mettere in rete i poli attrattivi dell’isola; ridare dignità ai “Figli di Procida” che sono i primi ambasciatore dell’isola in Italia e nel Mondo; abbattere le barriere e costruire un isola a misura di bambini e rispettosi delle disabilità; rendere la Corricella patrimonio dell’umanità, questi solo alcuni dei punti intorno ai quali costruire un nuovo “Progetto Procida”. Riteniamo che alla prossima tornata elettorale comunale, bandita la politica dei giochetti, dei personalismi e delle “bacchette”, sia più che mai necessario confrontarsi su argomenti concreti con una squadra di uomini e donne (l’età anagrafica non può essere e non sarà un fattore discriminante) che sia disponibile a mettere la propria faccia e le proprie competenze a disposizione di una visione condivisa del futuro territoriale. Se si vuole si può!

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Un commento

  1. Da quando adopero il sistema giusto per ogni ” mano d’opera ” le fregature sono diminuite anche se, la fatica è raddoppiata ! Voglio dire che, non anticipo alcuna garanzia di compenso a chi l’opera ” intenzionalmente ” me la fa carente ! Questo paragone dovrebbe calzare bene a proposito di ogni mandato che, non ottempera adeguatamente alle ” preventivate ” promesse !!
    Elezioni e promozioni … compensi e premi, sempre a opera compiuta … vi pare ?

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