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La rivista “Espressioni procidane” è ritornata con successo in edicola

espressioni procidaneDopo dieci anni la testata è riapparsa, con una squadra formata da professionisti affermati e da giovani.

La rivista Espressioni procidane nacque nel 1984. L’isola di Procida si presentava allora pressoché abbandonata a se stessa e senza alcun slancio vitale. Salvo il “Campanile di san Giuseppe” e qualche testata ciclostilata come “Il confronto”, non esisteva all’epoca una rivista che aprisse costantemente il dibattito sui problemi dell’isola, e desse voce ai cittadini. Ebbene Espressioni procidane, grazie ad un nutrito gruppo di giovani entrò in tante case procidane, riaprì prospettive nuove all’isola, suscitò la nascita di altre testate, ma soprattutto favorì la presa di coscienza in tanti cittadini che, senza una partecipazione attiva e costante ai problemi del paese, l’isola non sarebbe riuscita a stare ai passi con i tempi. Tuttavia, nel 1997, nonostante il successo di vendita che si ripeteva ad ogni numero, la rivista fu costretta a chiudere. Determinante fu l’allontanamento dall’isola per motivi di lavoro della maggior parte dei redattori, i quali erano per lo più giovani.

Dopo dieci anni la testata è riapparsa, con una squadra formata da professionisti affermati in vari campi lavorativi e anche da giovani, nella condivisione di un progetto che punta principalmente a dare un contributo per la ricostruzione di un tessuto sociale che oggi si presenta ancora con grossi problemi. Problemi che, se si vuole, sono quelli della maggior parte delle nostre città, ma che in un’isola di solo 3,7 kmq vengono più in evidenza ed appaiono in tutta la loro crudezza: droga, inquinamento ambientale, caos stradale, mancanza di lavoroá solo per citare i più gravi ed i più evidenti. Eppure non mancano sull’isola tante forze positive che si impegnano a recuperare quei valori che possono far grande la vita di una città, ed offrire qualche risposta. In primo luogo le forze del volontariato che mai sono state a Procida così numerose: l’impegno teatrale di tante giovani compagnie, il lavoro generoso di uomini adulti sulle nostre strade nell’ “Operazione primavera”; inoltre la nascita di un progetto unitario delle comunità ecclesiali dopo secoli di separatismo parrocchiale, la riscoperta di una scuola aperta al territorio da parte delle Istituzioni scolastiche, l’impegno collettivo degli imprenditori turistici per un’isola serena, pulita, tranquilla.

Inoltre, elemento non trascurabile, sempre più, da tante parti, si prende coscienza che Procida, amata e conosciuta in Europa, al pari di Ischia, fin dall’ottocento per il romanzo “Graziella” di Lamartine, e più tardi per “L’isola di Arturo” di Elsa Morante, ha saputo nei secoli costruire rapporti di collaborazione e di amicizia con uomini di tutto il mondo e una mentalità aperta al dialogo e al confronto che ha favorito progettualità e inventiva, determinanti per venir fuori a testa alta in molti momenti difficili. Espressioni procidane, vuole inserirsi proprio in questo solco di civiltà, cultura, volontariato e apertura al mondo che ha contraddistinto da sempre l’isola, perché essa ritrovi nella propria Storia le ragioni per riprendere un cammino di onesta e trasparente laboriosità, che possa affrancarla dai tanti mali che l’affliggono oggi e proporsi nello scenario europeo come un’isola ricca di storia, di cultura, di bellezze paesaggistiche, riconosciute e difese dai procidani e dai tanti amici dell’isola sparsi nel mondo.

La redazione di Espressioni Procidane

da: ilgolfo.it

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