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La scuola di Procida dice NO al Decreto Gelmini.

Anche l’isola di Procida manifesta una sostanziale contrarietà alle modifiche che toccheranno il settore della scuola. Da un lato, assemblee promosse dai ragazzi del liceo e del nautico, dall’altro, i genitori e i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria che si incontrano nei locali scolastici di Largo Caduti. Il filo conduttore degli interventi, in maniera chiara, trasparante ed al di fuori di ogni vincolo di schieramento politico o ideologico, è stato un deciso No al decreto Gelmini e alle nuove norme che imporranno, qualora il prossimo 31 ottobre venissero tramute in legge dal Parlamento, una serie di provvedimenti ritenuti estremamente penalizzanti per una comunità piccola come Procida. Rabbia, preoccupazioni e timori sintetizzate in un documento che di seguito riportiamo:

“I maestri della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Procida, dopo la raccolta di firme per il ritiro del Decreto Gelmini sull’istruzione,

  • Proseguono nell’azione sistematica di informazione presso genitori e cittadini;
  • Aderiscono allo sciopero del 3ottobre, fisicamente presenti alla manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma;
  • Ribadiscono il dissenso verso un Decreto che riporta indietro la scuola di 50 anni, emarginando i soggetti socialmente più deboli;

Maestro unico, tempo scuola ridotto (dalle 8,30 alle 13,30 anche per la scuola dell’infanzia), fino a 30 alunni per classe, abolizione delle due ore di programmazione settimanale sono atti di disprezzo verso tutti i cittadini perché non passano attraverso regolare disegno di legge, liberamente discusso in Parlamento.

Questo decreto, contornato da più manovre finanziarie, emana, quasi di nascosto “norme trappola” che hanno come conseguenza chiusura di scuole e tagli indiscriminati.

Si dichiara pubblicamente di voler privatizzare l’Università, consegnandola agli sponsor e alle fondazioni.

Ancor prima si vogliono ridurre le ore e il numero di anni per il conseguimento di un diploma: è questo il modo di conseguire più cultura e più formazione? Questo è il modo di allargare divari sociali e zittire chi non è d’accordo.

L’educazione, la legalità, il rispetto delle regole non si richiamano solo quando i cittadini si indignano e scioperano. L’educazione, la legalità, il rispetto delle regole passano, prima di tutto,

PER IL RISPETTO DELLE PROCEDURE ISTITUZIONALI

Una riforma scolastica non passa con decreti di urgenza, ma con disegni di legge, rispettando la complessità della materia.”

A termine delle varie assemblee sono state comunque previste, prima e dopo la data fissata per lo sciopero, altre iniziative sia per aumentare la consapevolezza e l’informazione delle varie componenti sia per riaffermare le ragione del NO.

Guglielmo Taliercio

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