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La terapia della lettura

Di Michele Romano

Durante il nostro excursus di esperienze nel vasto universo delle biblioteche, ci siamo imbattuti in iniziative proficue e creative. Per esempio, abbiamo sperimentato, che alcuni distretti socio-sanitari, avendo come riferimento interessanti realtà bibliotecarie, ai propri pazienti, affetti da sindromi maniaco-depressive, invece di prescrivere farmaci, li orientavano a frequentare questi luoghi di buona lettura. Così, sorge la figura del biblioterapeuta, che orienta a letture adatte, alla condizione soggettiva dell’utente. Tale itinerario terapeutico, dai riscontri periodici effettuati, produsse sorprendenti risultati benefici. Purtroppo, tale grazia bibliotecaria, è durata lo spazio di un mattino, per la sciagurata scelta della politica, di non considerare i servizi socio-culturali, elementi prioritari ed efficaci per il benessere delle Polis. Così, si è impedito di mostrare alla collettività, quali ampi tesori, per utilità, piacere, espansione del cuore e della mente, derivano dal leggere. Infatti, un educazione alla lettura, implica una guida, e quale migliore, di un biblioterapeuta (quante figure meravigliose e geniali, sono passate dinanzi a noi, che hanno arricchito la nostra sostanza esistenziale), che trasforma, la mera conservazione di libri, ad un luogo che apre al Respiro Cosmico verso la storia, la commedia, la tragedia e la vasta gamma delle esperienze umane, tanto da allenarci alla riflessione, ad interrogarsi, a pensare, a provare emozioni, ad inquietarci, ad elevarci, accompagnandoci a considerare il mondo anche da una diversa prospettiva. Certamente, il buon libro, non è la Panacea, per rendere le persone migliori e più sagge, ma tende a promuovere la comprensione di sé, offre una via d’accesso per capire bisogni, interessi, desideri altrui, fino al punto di tollerarli e solidarizzare con essi. Così, viene plasmato il comportamento di preparazione alla società civile e alla fratellanza tra gli uomini. Ma prestiamo attenzione, perché anche il libro, è sottoposto, come ogni atto umano, alle contraddizioni che oscillano tra virtù e vizio. Di conseguenza, è cosa opportuna, tenersi lontano, dalla produzione libraria che, con vanesia e presunzione, ritiene di offrire spesso soluzioni manichee e lugubri, nelle quali annientarsi. Comunque, per il benessere comune delle persone……LUNGA VITA ALLE BIBLIOTECHE!!

Postilla finale: Apprendiamo con tristezza e sdegno, che sta per chiudere la biblioteca comunale di Marcianise, uno dei pochissimi presidi di cultura e democrazia ancora vitali sul territorio campano, che grazie alla competenza, professionalità e passione del personale, si dedica quotidianamente, a garantire la valorizzazione e l’uso pubblico. Ciò sta a dimostrare che, la democrazia, stritolata da un populismo straccione e da un sovranismo individuale sguaiato, sta scomparendo, e i primi pilastri a cadere, sono quelli fragili della cultura, come le biblioteche. Da credenti nella speranza, poniamo, il nostro solidale slancio vitale che sa di antico. Cari amici di Marcianise, non permetteremo tale nefandezza.

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