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L’Arte della Persuasione Politica: le strategie per ottenere ciò che vuoi da chi vuoi

gorgia da lentinidi Michele Romano

Gli appelli e i contro appelli televisivi di fine anno 2013 hanno condotto ai massimi splendori. Una delle espressioni più antiche della storia dell’uomo, cioè la retorica, arte della persuasione che GORGIA DA LENTINI, uno dei fondatori della scuola sofista, la descrive così: divino incantesimo concepito con le parole tanto d’avere il potere di ammansire l’anima e di guidarla con il loro fascino. La suddetta arte possiede una dimensione ambigua nel senso che può stare al servizio sia del bene che della menzogna, anche se tende verso quest’ultima. Infatti, ciò accade perché, trovandosi davanti ad un ampio uditorio privo di conoscenze e competenze prevale l’effetto persuasivo, di chi a proprio uso, possiede la capacità di ammaliare.  La filosofia vista così come cammino verso la ricerca critica ed argomentata del vero, lancia il monito che se una città, una società, uno stato vuole raggiungere un sostanziale tessuto democratico, deve espellere dal proprio seno, oltre le mafie, i retori e i sofisti che troppo spesso riescono a costruire inquietanti consensi ad una impostazione autoritaria e oppressiva della realtà socio-politica. Per di più, visto che da noi l’istruzione e la cultura stanno diventando costantemente stellucce troppo cadenti e la complessità dei problemi da cui siamo investiti non trova di conseguenza protagonisti competenti e responsabili ad affrontarli. La democrazia, così, diventa sempre più precaria tanto da correre il rischio di spegnersi, sostituita dalla telecrazia, strumento sempre più efficace, nel momento in cui il livello culturale di un paese è del tutto sepolto.

Il mio augurio è che il 2014 riapra un barlume di speranza perché ciò non avvenga e la politica si riappropri   dei propri valori e funzioni di bene comune, traditi ormai da tempo immemore, principalmente a danno della nuova generazione.

In tal senso, occorre sbloccare urgentemente il mercato del lavoro poiché il 40% di disoccupazione giovanile non costituisce più una preoccupazione sociologica ma una bomba atomica sociale.

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