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L’astuzia democratica

Di Michele Romano

Un momento di sollievo è penetrato dentro le pulsioni della nostra quotidianità esistenziale grazie alla garbata ed audace astuzia della ragione insita dentro la democrazia parlamentare che, nell’immediato, ha fermato l’avanzata inarrestabile del pericoloso squadrismo eversivo, del nazionalismo e del sovranismo con la fanatica e violenta carica di disprezzo razziale verso la diversità e la convivenza pacifica dentro la condivisione di un destino comune. Certamente ci troviamo davanti ad un argine alquanto friabile, fragile, sottile, pronto ad essere travolto da improvvide intemperie, perché gli interpreti che sono giunti alla formazione di un governo antisovranista hanno espresso più ombre che luci nel percorso che li ha condotti alla composizione finale dell’esecutivo. D’altra parte siamo dentro una stagione dove percepiamo di aver intrapreso l’esilio dalla saggezza, dalla virtù, dall’amore, dall’armonia, dalla luce, dalla ricerca della verità tanto da imboccare la strada della tenebrosa eclisse della ragione e dei buoni sentimenti. Tutto ciò ha condizionato l’agire politico nella sua interezza e complessità. Comunque, al di là di tali considerazioni, si è accesa la fiammella della speranza, perché annusiamo che sta nascendo la consapevolezza, davanti al pericolo che possano ripetersi i tragici e orripilanti eventi degli anni ’30 del secolo scorso, di una comunità socio-politica, anche se ancora in modo flebile, che intraprende il cammino di Santiago o la conversione sulla via di Damasco dello spirito di servizio, dell’etica della responsabilità, delle competenze per cercare di far avanzare, sempre di più, i principi della Rivoluzione francese: libertà, fraternità, uguaglianza. Accelerare tale percorso lo indica la discesa in piazza, più in forma di marcia di infausta memoria che di partecipazione di cittadinanza attiva dei sovranisti e della lupacchiotta di casa nostra davanti al Parlamento con sprezzante sfida all’Aula dove il nuovo governo chiede la fiducia e dove la Destra Democratica , nella correttezza Costituzionale, manifesta la sua legittima opposizione. Ecco, è tempo in cui occorre la qualità, la classe, la sobrietà, l’umiltà, la tenacia, il coraggio lo slancio utopico dei grandi ciclisti che hanno scelto le Alpi,  i Pirenei e la Sierra per costruire la leggendaria storia del Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta.

Postilla finale: ritornando con cuore e mente nella quotidianità della nostra amata bellezza mediterranea, la “polis micaelica”, ciò che sta accadendo a livello peninsulare, la coinvolge fortemente perché è alle soglie di un evento elettorale che dovrebbe incidere sul destino comune del prossimo quinquennio. Infatti, nella primavera del 2020 si terranno le votazioni municipali. Ci troviamo in un  soporifero, con alcuni servizi essenziali ridotti ai minimi termini, come il servizio socio sanitario, con una totale assenza di visione progettuale, indicatore di un futuro degno di essere vissuto che stanno alimentando la nascita inquietante di formazioni sovraniste aggressive, virulenti, rancorose, assetate di potere che possono attuare con il popolo procidano la favola di Cappuccetto Rosso. Pertanto, il nostro è semplicemente un invito ad uscire dal pericoloso letargo, forse mettendo in movimento le dinamiche del metodo Renzi-Grillo che pone le proprie basi sul principio di Machiavelli: il fine giustifica i mezzi; in questo caso per la salvaguardia del bene comune da assalti di dispotici e contrari alla condivisione.

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