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CRISI: CONFESERCENTI, Futuro a rischio. Nel 2010 fallite 687 Imprese e la disoccupazione è salita del 18 per cento

Primavera caldissima per quanto riguarda le rivendicazioni sociali. A lanciare il grido di allarme, in contemporanea con tutte le organizzazioni provinciali di categoria presenti sul territorio nazionale, è Confesercenti Napoli. “Le imprese – ha detto il presidente Confesercenti provinciale Vincenzo Schiavo – dicono basta e chiedono che sia dato loro conto di come vengono spese le ulteriori tasse che ci chiedono e che contribuiscono a peggiorare la situazione delle piccole e medie imprese”. Secondo i dati forniti, nel 2010, nella provincia di Napoli, sono fallite 687 imprese iscritte alla Camera di Commercio partenopea, con un incremento di fallimenti del 149 per cento nel solo terzo trimestre dell’anno. “Continuando così – ha affermato Schiavo – il prossimo anno questa percentuale potrebbe arrivare al 300 per cento”. Fallimenti e chiusure di piccole e medie imprese da cui deriva la perdita di circa 6mila posti di lavoro, con una crescita della disoccupazione del 18 per cento di cui il 45 per cento giovanile. A livello nazionale invece, negli ultimi quattro anni, hanno chiuso 150mila aziende con la perdita di 450mila posti di lavoro. A “peggiorare” la situazione economica delle imprese, causata anche dalla riduzione dei consumi, l’aumento dell’Iva, l’incremento della tassa sui rifiuti, l’introduzione dell’Imu e della tassa di soggiorno. Tasse che, secondo i calcoli di Confesercenti, produrranno un prelievo annuo a carico del piccolo imprenditore commerciale tra i 3.500 e i 5mila euro. E proprio in merito alla tassa di soggiorno, Schiavo punta il dito contro i Comuni accusandoli “di non aver ridotto i propri sprechi pur di evitare l’introduzione di un’ulteriore tassa che graverà sul già difficile momento delle imprese turistiche”. “Le piccole e medie imprese – ha concluso Schiavo – meritano risposte perché forse chi governa ha dimenticato che produciamo il 46 per cento del Pil nazionale, il 54 per cento dell’occupazione e negli ultimi dieci anni abbiamo prodotto un milione di posti di lavoro”. Le richieste avanzate dalla categoria sono “equità, attenzione, semplificazioni con cui garantire una vita sicura alle aziende e ai lavoratori”.
“Per quanto riguarda l’isola di Procida – sottolinea Pierluigi Taliercio, presidente della locale Confesercenti – si aggiungono le problematiche inerenti i trasporti marittimi nel cui comparto, al di là della qualità degli stessi, si applicano tariffe esose , per una figlia di quattro persone occorrono quasi 100 euro per fare un bagno.”

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